…riceviamo e pubblichiamo…
Il movimento No al Carbone calabrese aderisce, con un presidio a Saline Joniche (RC), alla “Giornata di mobilitazione nazionale contro il Carbone” indetta per il 29 ottobre prossimo ad Adria, nei pressi della centrale Enel di Porto Tolle, situata nel Delta del Po.
Contemporaneamente alla manifestazione nel polesine, verranno organizzati dei presidi nei pressi delle centrali a carbone italiane.
L’appuntamento è davanti ai cancelli della ex SIPI, discesa porto di Saline, alle ore 9.30.
A Rossano (Cs), Enel vorrebbe convertire a carbone la Centrale Termoelettrica di contrada Sant’Irene, a Saline Joniche la SEI S.p.A., una società privata, vuole costruirne una della potenza di 1320 MWe per un investimento di oltre un miliardo di euro. Tale investimento rappresenterebbe una follia e un paradosso soprattutto per la Calabria: una regione che esporta energia per una quota del 50% rispetto alla produzione e che ha deciso di puntare sulle rinnovabili.
Sebbene l’uso del carbone sia assolutamente vietato dal piano energetico regionale, la SEI, Saline Energie Ioniche S.p.A, vuole imporre il suo scellerato progetto, irrispettosa del parere contrario di Regione, Provincia, Comuni e della maggioranza dei cittadini.
Cambia la multinazionale, ma il copione utilizzato da nord a sud dello stivale è sempre lo stesso: ricatto occupazionale, false promesse, tentativo di far passare la centrale come un’isola felice.
La reale strategia di questa società, di cui la svizzera Repower è azionista di maggioranza, si è palesata negli ultimi mesi attraverso discutibili movimenti di denaro e bugie volte a screditare chi ogni giorno combatte per la difesa della salute e del territorio, nel vano tentativo di influenzare l’opinione pubblica e accaparrare consensi.
Le innovazioni tecnologiche che permetterebbero, secondo SEI, di aumentare l’efficienza e ridurre la quantità di emissioni nell’aria non offrono nessuna rassicurazione su quelli che saranno i danni all’ambiente e alla salute. Sono solo slogan, propagandati attraverso manifesti e video dagli effetti speciali, smentiti dai dati medici e scientifici.
L’Agenzia Europea per l’Ambiente scrive, nel report n° 2/2007 pag. 9, “…per il particolato non è stato identificato nessun livello di sicurezza…”, questo vuol dire che sostenere che le emissioni di particolato sono al di sotto dei limiti di legge non dà nessuna garanzia, perché non esiste un quantitativo “sicuro” di particolato che può essere emesso nell’aria.
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, le centrali a carbone sono una delle cause principali dell’emissione delle polveri sottili che ogni anno causano la morte di 2 milioni di persone! Ogni anno, solo in Cina, muoiono 6000 minatori, costretti dalla fame e dalla povertà a rinunciare al loro diritto alla salute e a pagare il loro lavoro ad un prezzo altissimo, la loro vita.
La SEI afferma che il carbone è il combustibile più economico, palesando così il proprio disprezzo per la vita umana, il carbone “costa poco”, ma le centinaia di migliaia di vite umane che ogni anno si spengono non hanno nessun valore?
La centrale a Saline, se realizzata, sarebbe devastante: fonte di malattie e d’inquinamento. Porterebbe solo utili nelle casse delle aziende. La gente l’ha capito.
NOI non vogliamo partecipare a questa mattanza, né vogliamo essere le prossime vittime sacrificate per consentire a queste lobby di arricchirsi!
DIRE SI ALLA CENTRALE A CARBONE VUOL DIRE SI A TUTTO QUESTO, VUOL DIRE AVERE LA RESPONSABILITA’ DI OGNI SINGOLA VITTIMA CAUSATA DAL CARBONE.
A FRONTE DEI 140 POSTI DI LAVORO CHE LA SEI S.p.A. CREEREBBE, QUANTI SE NE PERDEREBBERO?
IL TURISMO, L’AGRICOLTURA , LA PESCA E I PRODOTTI PECULIARI DELLA NOSTRA TERRA COME IL BERGAMOTTO, CHE DANNO LAVORO A MIGLIAIA DI PERSONE, SAREBBERO IRRIMEDIABILMENETE COMPROMESSI.
CHI VERREBBE IN VACANZA IN UN POSTO INQUINATO DA UNA CENTRALE A CARBONE?
CHI COMPREREBBE ALIMENTI INQUINATI DAI VELENI CHE FUORIESCONO DALLE CIMINIERE DELLA CENTRALE?
Ci opponiamo al progetto SEI, perché il suo accoglimento sarebbe la peggiore risposta alle esigenze del territorio, che dopo anni di beffe e di politiche dissennate aspira a un cambiamento di scenario, di cui esistono già alcuni segni precisi.
Diciamo no alla devastazione di uno dei tratti più suggestivi della costa jonica e del paesaggio dell’Italia Meridionale, a forte vocazione turistica, dove esistono diverse aree dichiarate dall’Unione Europea a protezione speciale o siti d’interesse comunitario.
Siamo contrari perché rivendichiamo il diritto di scegliere noi, non altri contro di noi, il nostro futuro.
Coordinamento Associazioni Area Grecanica
www.nocarbonesaline.it info@nocarbonesaline.it
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