“Processare membri delle forze dell’ordine, in Italia”, sostiene Alessandro Mantovani, autore del libro Diaz. Processo alla polizia (Fandango libri) “è più difficile che processare Berlusconi e le cricche varie”. La cosa più grave dopo i fatti avvenuti al G8 di Genova del 2001, e soprattutto dopo i pestaggi in stile cileno attuati alla scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto è che “chi ha organizzato il G8 ha coperto quei fatti anche dopo”, a sostenerlo è Carlo A. Bachschmidt, regista del bel documentario “Black Block” prodotto da Fandango.
L’occasione per parlare con i due autori è la terza edizione del Salone dell’editoria sociale, tenutosi a Roma presso il centro Porta Futura, durante il quale sono stati presentati il libro e il documentario appena citati in un pomeriggio dedicato al ricordo di quella che Amnesty International ha definito come “la più grave sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la seconda guerra mondiale”.
Sono passati 10 anni e in un periodo in cui sui media tornano di moda i famigerati “black bloc” Fandango dedica la sua attenzione all’altro lato della barricata facendo luce, attraverso due prodotti davvero interessanti, sul processo che coinvolge 29 dirigenti delle forze dell’ordine attraverso il libro e dando spazio alle testimonianze dirette di alcune persone, parti lese all’interno del processo, che hanno subito la brutale repressione prima nell’assalto alla tanto tristemente nota scuola “Diaz” e poi alla caserma di Bolzaneto.
Dopo 10 anni siamo ancora ben lontani dall’aver fatto chiarezza su un episodio così oscuro e brutale della storia del nostro paese. Certo è che non bisogna mai dimenticare e la cultura ha il grande pregio di renderci questo compito meno difficile.
testo e interviste di Alessio Neri

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