E' stato inaugurato a Caulonia il primo dei cinque laboratori artigianali destinati alla formazione professionale e all'inserimento lavorativo dei richiedenti asilo politico. Il Comune di Caulonia, insieme a quelli di Riace e Stignano, da anni, hanno avviato un innovativo progetto per l'accoglienza e l'integrazione degli immigrati. "In Calabria - ha detto Quirino Ledda, responsabile Legacoop Calabria in occasione dell'inaugurazione - vivono poco meno di 59 mila immigrati regolari, confermando che anche questa regione non è solo terra di transito, ma una opportunità di lavoro sia pur precario ed in nero. Il lavoro che svolgono è fondamentale nel settore dell'agricoltura e nell'edilizia, con una presenza significativa nelle strutture alberghiere e ristorazione e come badanti. Inoltre il 3% dei bambini che frequentano le scuole calabresi sono figli di immigrati". "I dati in nostro possesso - ha aggiunto - non possono che offrire una chiave di lettura di un bene comune che deve diventare uno dei punti basilari delle forze politiche ed è per questo che l'obiettivo della Legacoop punta alla realizzazione del passaggio dalla solidarietà ad una stabilità occupazionale per gli immigrati che nella nostra Regione intendono rimanere per concretizzare un processo produttivo che dia la possibilità con prospettive del consolidamento del proprio lavoro a favore dell'economia regionale. In questo progetto c'é una Calabria che chiede legalità, solidarietà che sono sinonimo di uno Stato democratico e civile". All'inaugurazione del laboratorio hanno partecipato il presidente del Consiglio comunale di Caulonia, Federica Roccisano, i sindaci di Riace, Domenico Lucano, e Caulonia, Ilario Ammendolia, e Andrea Vaccalluzzo presidente della cooperativa "Un salto nella luce" aderente alla Legacoop Sociali che ha già avviato il laboratorio d'oggettistica per giovani palestinesi nuovi ospiti dei due centri dell'accoglienza. "Quello in atto - hanno sostenuto Ammendolia e Lucano - è la costruzione di un percorso avviato realizzando, tassello dopo tassello, un'opportunità di un certo rilievo per quel che riguarda l'integrazione per chi arriva nella nostra terra ma anche per i giovani del posto. Un tracciato difficile, per niente scontato, ma nel quale bisogna credere". (ANSA).

E' stato inaugurato a Caulonia il primo dei cinque laboratori artigianali destinati alla formazione professionale e all'inserimento lavorativo dei richiedenti asilo politico. Il Comune di Caulonia, insieme a quelli di Riace e Stignano, da anni, hanno avviato un innovativo progetto per l'accoglienza e l'integrazione degli immigrati. "In Calabria - ha detto Quirino Ledda, responsabile Legacoop Calabria in occasione dell'inaugurazione - vivono poco meno di 59 mila immigrati regolari, confermando che anche questa regione non è solo terra di transito, ma una opportunità di lavoro sia pur precario ed in nero. Il lavoro che svolgono è fondamentale nel settore dell'agricoltura e nell'edilizia, con una presenza significativa nelle strutture alberghiere e ristorazione e come badanti. Inoltre il 3% dei bambini che frequentano le scuole calabresi sono figli di immigrati". "I dati in nostro possesso - ha aggiunto - non possono che offrire una chiave di lettura di un bene comune che deve diventare uno dei punti basilari delle forze politiche ed è per questo che l'obiettivo della Legacoop punta alla realizzazione del passaggio dalla solidarietà ad una stabilità occupazionale per gli immigrati che nella nostra Regione intendono rimanere per concretizzare un processo produttivo che dia la possibilità con prospettive del consolidamento del proprio lavoro a favore dell'economia regionale. In questo progetto c'é una Calabria che chiede legalità, solidarietà che sono sinonimo di uno Stato democratico e civile". All'inaugurazione del laboratorio hanno partecipato il presidente del Consiglio comunale di Caulonia, Federica Roccisano, i sindaci di Riace, Domenico Lucano, e Caulonia, Ilario Ammendolia, e Andrea Vaccalluzzo presidente della cooperativa "Un salto nella luce" aderente alla Legacoop Sociali che ha già avviato il laboratorio d'oggettistica per giovani palestinesi nuovi ospiti dei due centri dell'accoglienza. "Quello in atto - hanno sostenuto Ammendolia e Lucano - è la costruzione di un percorso avviato realizzando, tassello dopo tassello, un'opportunità di un certo rilievo per quel che riguarda l'integrazione per chi arriva nella nostra terra ma anche per i giovani del posto. Un tracciato difficile, per niente scontato, ma nel quale bisogna credere". (ANSA).


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