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Accardi a Reggio Calabria

ReggioCalabria News - Cultura Reggio Calabria
Scritto da Peppe Caridi   
Sabato 19 Settembre 2009 15:27

mostraccardibisdi Angela Chirico – http://www.strill.it/ - Nell’ atmosfera cupa di un cielo spruzzato di cenere, uno “squalo” di cemento sembra voler inghiottire il paesaggio circostante. Una struttura ipermoderna, simbolo di una contemporaneità scandita da ritmi frenetici, segnata dal mito della velocità che comprime gli spazi e accorcia le distanze. Alla costruzione dell’ uomo, fanno da contraltare, sulla tela, le pennellate decise e vivaci da cui prende vita un campo di girasoli, emblema di vitalità e di energia, di un ambiente naturale che si fa polo opposto, e tuttavia complementare e necessario, di una modernità che sembra volerne travolgere ogni genuina configurazione. Una rivisitazione in chiave concettuale del progetto del “Waterfront”, che tuttavia si erge a paradigma di un’ intero percorso umano ed artistico, quello magistralmente tradotto nella mostra del maestro Angelo Accardi inaugurata al Castello Aragonese di Reggio Calabria. “Waypoint 38° 6’ N / 15° 39’ E”: una denominazione, questa, che non rimanda a mere coordinate geografiche, ma identifica un luogo ben definito, esperito attraverso il filtro della sensibilità dell’ artista, e da questi nuovamente trasfigurato ed inventato in forme del tutto inedite. Ecco dunque succedersi, sulle venti tele esposte, gli spazi cittadini come il Lungomare Falcomatà, la Cattedrale, il teatro Cilea, Via Giudecca e il suo Tapis Roulant, reinterpretati secondo una visione neofuturista. Due sono, infatti, gli elementi ricorrenti all’ interno del ciclo pittorico: le navi, concepite non come bastimenti ma come fusoliere ipermoderne che fendono la materia, squarciano la città; e gli aerei, ovvero i mezzi di trasporto più veloci a disposizione dell’ uomo contemporaneo, che sorvolano gli spazi urbani e atterrano tra gli edifici. Entità calate dall’ artista in un contesto al quale risultano estranee, ma che si fanno testimoni di una velocità che ci attanaglia, in perpetuo antagonismo con la ricerca di una redenzione possibile. La mostra, patrocinata dal Comune di Reggio Calabria, Assessorato ai Beni Culturali e ai Grandi Eventi, ha registrato la partecipazione di due reggini doc: Carlo Lucio Asciutti, che ha curato le musiche e Caterina Marchese, che ha organizzato l’evento e diretto l’ufficio stampa. Curatore della mostra, il regista Carmine D’ Agostino che ha realizzato, per l’ occasione, un video- arte dal titolo emblematico “Futuri futuribili”. Nel filmato infatti, D’ Agostino segue il maestro nel suo laboratorio, nelle fasi della creazione. L’ artista è ripreso immerso nel suo habitat naturale, in un rapporto fisico, quasi osmotico, con il materiale che usa. Un omaggio all’ arte di Accardi, certo, ma anche un modo per canalizzare le emozioni vibranti che la sua creatività riesce a suscitare, con l’ auspicio- come lo stesso D’ Agostino ha sottolineato- che la velocità non sia devastante ma configuri uno spazio da vivere per l’ uomo. Nel ciclo pittorico con cui l’ artista sceglie di rapportarsi alla città, spiccano, per impatto, i dipinti dalle tinte cromatiche forti; il rosso, in particolare, sembra essere il colore dominante prediletto dall’ artista per la rappresentazione della velocità. Da evidenziare, tra le altre, la grossa tela, due metri per uno e quaranta, raffigurante un bronzo di Riace che cammina in pantaloncini corti e occhiali da sole sul lungomare di Reggio Calabria. Con questa opera si vuol dichiarare apertamente che l’arte, e soprattutto i patrimoni dell’umanità, devono uscire fuori dagli angusti luoghi dove vengono rinchiusi, e dunque venir fuori e approssimarsi, con forza devastante, alla gente e al potenziale pubblico. Angelo Accardi, nato a Sapri nel 1964, è considerato uno dei maggiori artisti nell’ ambito del panorama italiano della pittura concettuale. Formatosi come autodidatta, ha esordito come artista figurativo, per poi seguire un brevissimo percorso di arte astratta. Attualmente, è tornato in una fase di “neofigurazione”, ovvero di arte figurativa moderna, in cui anche le figure classiche, sia pure nel rispetto dei parametri canonici, sono interpretate dall’ artista con maggiore libertà ed autonomia. La mostra “Waypoint 38° 6’ N / 15° 39’ E” resterà aperta fino al 2 Ottobre, dalle 11 alle 13 e dalle 16 alle 20. Nei giorni festivi, invece, si seguiranno gli orari dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 21.


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