Siderno - perchè dopo tanti anni un libro che racconta l'incubo giudiziario vissuto dal forse più celebre politico calabrese nei primi anni novanta? Perchè il problema rimane ancora molto attuale, questa, in sintesi, la conclusione cui si è arrivati nel corso della presentazione del volume di Enzo Paolini e Francesco Kostner. I due autori de "Agguato a Giacomo Mancini. Storia di un processo per 'ndrangheta senza prove", avvocato il primo, giornalista il secondo, hanno compreso quanto sia mai viva la questione della facilità delle accuse e della difficile ripresa anche dopo una assoluzione. Non c'è dramma più terribile per un uomo che essere accusato ingiustamente. Non c'è danno più terribile per la società che un reato rimanga impunito. La bilancia della giustizia con molta difficoltà può rimanere con i piatti perfettamente allineati. Quindi, nella storia, capita che una ingiustizia venga commessa in un senso o nell'altro. La presentazione del libro si è così concentrata sull'esperienza di Mancini, garbatamente coordinata dalla giornalista Maria Teresa D'Agostino, l'evento ha visto la partecipazione di Sisinio Zito, già senatore, e del critico Giuseppe Italiano. "Il libro, puntuale e dettagliato, è un tributo", racconta Zito, "alla memoria di Mancini, senza ombra di dubbio la persona più autorevole tra i calabresi, un politico che ha lasciato un segno forte come sindaco e come parlamentare suscitando amori e odi inestinguibili". Una buona azione è invece definito il libro da Italiano, che ne esprime ild ettaglio costruttivo della narrativa quasi come un romanzo, appunto, più che come una conversazione tra i due autori. Ed è alla memoria dei due autori che si concentra l'attenzioen dell'incontro, due giovani uomini che, all'epoca dei fatti descritti, vivevano a stretto contatto con il politico potendone cogliere gli aspetti umani insieme a quelli politici e dalle cui testimonianze, in questa occasione, si è potuto cogliere il dolore ancora vivo dell'esperienza vissuta da Mancini. Parlaano infatti di Untori e di condanne già scritte, "non dimenticherò mai", afferma Paolini, "che il pubblico ministero che lo accusava diceva. dategli pure le attenuanti, tanto la sua condanna è stata già scritta", riferendosi, racconta l'avvocato, alla condanna all'uomo politico, che aveva ricevuto un danno irrecuperabile. "Una brutta pagina di storia giudiziaria" la definisce invece Kostner, "tra l'altro add essere danneggiata fu anche la città di cosenza, privata del su sindaco e lo stesso mondo politico che ad un tratto divenne silenzioso, senza sostenerne l'innocenza".

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