Una volta al mese, di domenica, al Parco Cartella di Gallico Marina (Reggio Calabria) si svolge la “Fiera della Decrescita”, un appuntamento all’insegna della sostenibilità, della legalità e della solidarietà.
All’interno di uno spazio pubblico che nel 2002 è stato recuperato dall’abbandono, riqualificato e restituito alla città, vengono allestiti per questo importante appuntamento una serie di stands e banchetti di vario tipo, ma con un comune denominatore: la decrescita.
E in un contesto come quello di Reggio Calabria, a dire il vero abbastanza refrattario alle novità, si tratta davvero della “scommessa della decrescita”, per dirlo con le parole di Serge La Touche, uno dei più illustri promotori contemporanei di questa nuova e provocatoria visione della società e dell’economia.
Si passa dalle piccole aziende e cooperative agricole che propongono i loro prodotti rigorosamente biologici, ai Gruppi di Acquisto Solidale; dai banchetti di artigianato locale alla bigiotteria autoprodotta; dal pane di grano locale al formaggio, dall’abbigliamento eco-vintage ai libri usati.
Si pratica la vendita ma anche il baratto, e in questa sorta di area “altroeconomica” si creano occasioni di scambio, confronto e socializzazione, proprio per ridare ai rapporti tra individui, pur se commerciali, una dimensione umana e collettiva, che si vuole contrapporre a quella mercantile e individualista che domina la nostra società.
La decrescita infatti è proprio questo: un nuovo modello sociale ed economico in cui non sia la crescita delle produzioni e delle merci, con tutti i danni che essa comporta, l’unica religione e l’unico paradigma indiscutibile.
La Fiera della Decrescita, per il modo stesso in cui è organizzata e per le realtà che ospita, vuole dare quindi un contributo in questa direzione, diffondendo un’idea nuova, e cercando di “decolonizzare l’immaginario” offrendo cose belle, genuine e che abbiano dietro trasparenza, tracciabilità, legalità e rispetto per l’ambiente.
Un appuntamento che sta diventando ormai un punto di riferimento per un’utenza sempre più ampia e sensibile a certe tematiche, e a tal proposito la speranza è che iniziative come questa riescano a dialogare con la gente, per non rischiare di diventare appuntamenti elitari e facilmente screditabili se etichettati come “radical chic”.
Quindi non ci resta che invitarvi a fare un salto al Parco Cartella per degustare, acquistare o proporre le vostre produzioni, affinchè sia possibile creare assieme una grande valida alternativa ai centri commerciali ad ogni costo, alle fragole a marzo, ai cibi artificiali e alla solituidine del consumo. Perché anche il consumo può avere un altro senso, se è critico.
Nicola Casile
foto di Letizia Cuzzola

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