Si apre ufficialmente oggi Tabularasa, la kermesse organizzata da Strill.it.
Giusva Branca e Raffaele Mortelliti, promotori dell’iniziativa, nell’illustrare il ricco programma che animerà le calde serate reggine da qui al 31 luglio, hanno parlato di “un paese in difficoltà, che deve ritrovare se stesso”, e che proprio attraverso le parole dei tanti ospiti in scaletta si tenterà di raccontare.
In un Italia da sempre caratterizzata dalla doppia morale, dei vizi privati e delle pubbliche virtù, ci si pone una domanda netta: Ma cosa è lo scandalo? E’ sicuramente difficile fornire una risposta altrettanto netta. Di sicuro lo scandalo è il tema di questa seconda edizione di Tabularasa.
“Facciamo tutto questo dalla regione più lontana, periferica e depressa d’Italia”, ma a quanto pare l’evento gode già di una risonanza tra i media nazionali, a testimonianza del fatto che “le cose buone si possono fare a New York, a Milano, a Francoforte…e a Reggio Calabria”.
Venti appuntamenti in scaletta, tre le location prescelte. Luna Ribelle (presso la Torre Nervi), Piazza Castello e Circolo del tennis Polimeni. Numerosi gli ospiti: artisti, scrittori, giornalisti italiani e internazionali che affronteranno il tema dello scandalo attraverso la loro esperienza sul campo. Dal giovane giornalista reggino Antonino Monteleone a Pino Aprile, autore del best seller Terroni; da Danilo Chirico e Alessio Magro, autori di Dimenticati a Peter Horroks, direttore di BBC World service.
Non si tratterà solo di incontri e serate da talk, ma ci saranno anche momenti di musica e intrattenimento. Ad aprire la prima serata, a Piazza Castello, saranno i Kalafro, band calabrese che ha fatto del contrasto culturale alla ‘ndrangheta una vera e propria bandiera. Il 14 sarà la volta de Gli operai della fiat 1100, Tribute Band di Rino Gaetano, cantautore calabrese prematuramente scomparso. Il 16 luglio invece, al Circolo del tennis Polimeni, si esibirà con le calde note del jazz il duo femminile Laura Lala e Sade Mangiaracina.
Sicuramente Tabularasa è un’occasione di crescita culturale e di confronto per una città come Reggio Calabria che, al di là di “grandi eventi” episodici dalla dubbia utilità, ha bisogno di un risveglio vero, e perché no, anche a colpi di scandalo.
Nicola Casile
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