La cultura di per se è legata ad un certo tipo di impegno all’interno della collettività.
Quando l’industria culturale si occupa nello specifico di temi legati alle sfighe della società l’impegno sociale dei produttori culturali può assumere forme diverse e variegate di impegno.
Per capirne di più e scoprire le varie sfaccettature di questo aspetto specifico della produzione culturale italiana, forse ancora un po’ troppo di nicchia nel consumo culturale nostrano, siamo andati al III Salone dell’editoria sociale che si è tenuto presso il centro Porta Futuro a Roma dal 28 ottobre al 1 novembre e di cui abbiamo già pubblicato alcune interviste.
Abbiamo fatto qualche domanda a 4 lavoratori e rappresentanti di altrettante case editrici “sociali” presenti con i loro stand all’evento. Ne è venuto fuori un mondo ampio e con interessi molto variegati che spazia dall’editoria anarchica a quella di stampo religioso-cristiano.
interviste di Alessio Neri

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