Reggio Calabria Notizie Ultime news a portata di Click
Grecia, nessun accordo su pensioni. Si confida nell'Ue

Giovedì 09 Febbraio 2012

Atene - Non c'Ă© accordo in Grecia sulle riforme che chiede l'Europa in cambio della concessione di nuovi aiuti. Al...

Leggi tutto...
IL BLUFF DELLA METROPOLITANA DEL MARE

Giovedì 09 Febbraio 2012

La prima volta che si è usato il termine di "metropolitana del mare" (MdM), per indicare un sistema integrato di...

Leggi tutto...
Memoria corta

Giovedì 09 Febbraio 2012

Dobbiamo ritenere sincera l'indignazione di Francesco Rutelli, quando rivendica la sua estraneità alla...

Leggi tutto...
Al Rendano "sfida" tra jazz band

Mercoledì 08 Febbraio 2012

Cosenza - Non è un incontro di boxe, ma a contendersi il ring a colpi di musica saranno due jazz band contrapposte,...

Leggi tutto...
Ministro Clini visita Cosenza per riapertura canile di Donnici

Mercoledì 08 Febbraio 2012

Cosenza - Il Comune di Cosenza e l’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale e Alle Energie Rinnovabili guidato da...

Leggi tutto...
Meteo Reggio Calabria
Giovedì Venerdì Sabato Domenica Lunedì
Emergenza gelo e neve sull’Italia per il “burian” che arriva dalla Siberia: tutti gli aggiornamenti su MeteoWeb

Mercoledì 01 Febbraio 2012

Forti nevicate al centro/nord, Italia stretta nella morsa di gelo e maltempo: ecco come si presenta il burian, e...

Leggi tutto...
Spettacolari nubi lenticolari al tramonto nello Stretto: cosa sono e come si formano

Mercoledì 11 Gennaio 2012

Ieri pomeriggio 17:00, all’ora del tramonto, quando sullo Stretto di Messina sono apparse, illuminate dal sole basso...

Leggi tutto...
Giovedì Venerdì Sabato Domenica Lunedì

Alluvione di Messina: si inizia con la Ricostruzione. E’ una grande occasione, ma serve serietà, impegno, passione e creatività. L’affascinante storia delle ’New Town’ d’Italia. Il fortunato modello di Noto. La storia di Ragusa e Gioiosa Marea. E qualcuno

ReggioCalabria News - Meteo Reggio Calabria
Scritto da Peppe Caridi   
Martedì 13 Ottobre 2009 14:15

plugins/content/imagesresizecache/de6ce338a8566e5885d3d3d9c6b83ab4.jpeg

di Peppe Caridi - Forse non è il caso di Giampilieri, forse ci sarà modo di mettere in sicurezza la montagna o, con più probabilità, si potrà ricostruire il paese liberando dalle abitazioni gli alvei di sfogo di nuovi eventuali movimenti franosi.

Ma qualora i tecnici riscontreranno l’impossibilità di dare sicurezza massima agli abitanti della piccola e graziosa frazione Messinese, si penserà a ricostruire “Giampilieri Nuovo” altrove. Ed è un’idea che da una parte fa paura a quei cittadini che dovrebbero abbandonare per sempre affetti, ricordi, storie e leggende di tante generazioni ma, dall’altra, stuzzica la creatività e il fascino della “New Town”. 

E non sarebbe certo la prima volta.
Lungo la nostra Penisola (ma un pò ovunque, nel mondo) è un susseguirsi di piccoli centri senza abitanti: paesi fantasma abbandonati in seguito a terremoti, alluvioni, epidemie e povertà che hanno costretto le persone a cambiare casa.
Alcuni sono conservati in buono stato e sono stati valorizzati come attrazione turistica. Altri un pò meno, ma conservano sempre un fascino, un mistero e un alone di inquietudine che trasmette suggestioni ed emozioni.
Molto spesso si tratta di centri situati in luoghi impervi, immersi nella natura, che godono di panorami mozzafiato: tra i ruderi di antiche case c’è la vegetazione incolta che cerca di farsi strada, e visitare questi vecchi centri è come fare un viaggio nel tempo, perchè risulta facile ed elementare immaginare come doveva essere quel posto quant’era vissuto.

Uno dei più suggestivi paesi fantasma d’Italia è Craco, a 300 metri di altitudine, in Basilicata a circa 50km da Matera. Francesco Rosi nel 1978 realizzò qui i set più importanti di “Cristo di è fermato a Eboli”: è infatti un classico della produzione cinematografica ambientare molti film nei paesi abbandonati.
Craco fu colpito da una frana nel 1963 e dal violento terremoto del 1981: gli abitanti decisero di andare a vivere altrove.

In Calabria ci sono tanti Paesi-Fantasma: Amendolea, abbandonato in seguito al terremoto del 1908 e poi, in maniera definitiva, dopo le alluvioni del 1956, si trova nell’entroterra Aspromontano. Africo fu colpito duramente dai terremoti e poi dalle alluvioni el 1951 e del 1953: gli abitanti costruirono la New Town di Africo Nuovo in una zona più sicura e abbandonarono il vecchio Paese.
Stesso destino per Roghudi, situato in uno sperone roccioso circondato da boschi di un verde lussureggiante e con la fiumara Amendolea a valle. Pentidattilo fu abbandonato perchè insicuro, sotto la roccia: in entrambi i casi sorsero Roghudi Nuovo e Pentidattilo Nuovo.

Di Paesi-Fantasma ce ne sono tanti altri. Melito Irpino, addirittura, in Campania, era un tipico borgo medioevale ma è stato raso al suolo per ragioni di sicurezza in seguito al violento terremoto del 1962.
Conza Antica è stata abbandonata in seguito al terremoto del 1980 che ha raso al suolo quasi la totalità dei suoi edifici, così come Ragnano al Monte, costruito su un pizzo a strapiombo su un burrone.

Anche in Abruzzo ci sono centri abbandonati: Rocca Calascio e Serra.
In Sicilia abbiamo l’esperienza di Santa Margherita al Belice, distrutta dal terremoto del 1968.
Gioiosa Guardia è disabitata dal 1783 e il nuovo centro sorge lungo la costa Tirrenica e si chiama Gioiosa Marea.
Anche nel Lazio, in Toscana, in Friuli, tra Marche e Umbria, in Liguria e sulle Alpi ci sono tanti centri disabitati: abbandonare un paese costruito in un luogo impervio e insicuro e ricostruirlo in un’area più tranquilla è l’assoluta normalità dell’evoluzione sociale e geografica dell’umanità.

E la costruzione di “New Town” non può che affascinare e stimolare idee e creatività per dare una risposta ai problemi di tutti i giorni. “Un architetto non può essere contrario all’ipotesi di costruire una ’new town’. Anche se fanno ormai parte della storia urbanistica e in Occidente non si realizzano più da tempo, le ’new town’ rappresentano un’esperienza architettonica interessante”: è quello che pensa il famoso architetto genovese Roberto Silvestri.

Un esempio molto recente è quello di Cavallerizzo, una frazione di Cerzeto in provincia di Cosenza.
Il 7 marzo 2005 il paese è venuto giù con una frana, per fortuna senza effetti tragici sulla popolazione. Che però è rimasta segnata e ha avuto paura: ricostruire il paese lì, e vivere in modo tranquillo e sicuro sarebbe stato impossibile, per ragioni assolutamente naturalistiche e geologiche. Si è scelta un’altra strada: realizzare un nuovo paese in un sito diverso da quello originario. Una ’new town’ a tutti gli effetti, che ha ricalcato il modello di quella originaria, anche per quanto riguarda i rapporti col vicinato.
I cantieri sono stati aperti nell’ottobre 2007, e due quartieri sono già finiti. Nel 2010 la nuova Cavallerizzo, pochi chilometri in linea d’aria dalla vecchia, dovrebbe essere pronta. E la gente, che ha partecipato a tutte le scelte, potrà andare ad abitarci. L’aspetto davvero speciale è che non e’ stato riprogettato solo il paese fisico, ma anche quello sociale, ossia quello legato ai rapporti di vicinato, alle relazioni tra parenti, amici, nuclei familiari, che si ritroveranno a vivere esattamente come prima. L’intervento è totalmente pubblico e Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, è commissario delegato. Il ministero delle Infrastrutture ha accompagnato l’intera iniziativa. I fondi stanziati sono pari a 50 milioni di euro, il 90% gia’ erogati. “Con questa cifra – spiega l’architetto Annalaura Spalla che ha curato il progetto – sono in via di ricostruzione una scuola, una chiesa e 264 case per 560 abitanti, per lo piu’ anziani, ma con un 35% di giovani. Cavallerizzo non aveva edifici di particolare pregio, ma la popolazione e’ arbereshe, etnia di origine albanese, e il paese era diviso in cinque quartieri detti gjitonie. Li abbiamo riprogettati secondo la forme originaria, ognuno con la sua piazza”.

Le case, disposte a schiera e affacciate sulle piazze, valore al metro quadro 900 euro, ingresso indipendente e orto sul retro, non sono tutte uguali, perche’ sono state accolte alcune richieste di personalizzazione degli edifici.
Il progetto complessivo e’ stato steso una prima e poi una seconda volta, dopo aver ascoltato uno a uno gli abitanti.

Tutto dipende, quindi, da come si realizza il nuovo paese: può diventare anonimo, inospitale, obiettivamente brutto come i casermoni della nuova Pentidattilo o della nuova Roghudi, come Laviano, dove i cittadini sono ancora spaesati dopo trent’anni e denunciano la perdita delle radici.
Ma si può anche costruire bene, in modo accogliente e funzionale, come sta avvenendo in Abruzzo.

Altro aspetto: la valorizzazione della ’Old Town’. Come unire l’utile al dilettevole?
L’esempio calzante è quello di Noto: oggi meta di turisti, tutelata dall’Unesco perchè ’Patrimonio dell’Umanità’, conosciuta al mondo come “Il Giardino di Pietra”, il gioiello barocco della Sicilia è nata tre secoli fa come una ’New Town’ costruita dopo il devastante terremoto dell’11 gennaio 1693. Era una domenica, e quel terremoto è ricordato come il più forte che a memoria d’uomo ha colpito l’Italia tanto da distruggere un’area vastissima della Sicilia sud/orientale, dove perirono i tre quarti degli abitanti delle Province di Catania, Ragusa e Siracusa.
La Sicilia era un dominio spagnolo, e l’opera di ricostruzione è considerata da molti storici “ammirevole”, nonostante non tutti i paesi e le città distrutte fossero ricostruite dov’erano prima.
Gli abitanti di Avola e di Noto, ad esempio, ricostruirono le loro case a valle, vicino al mare. Fu una scelta democratica, presa dai sopravvissuti, anche se qualche volta, come ad Avola, ci furono furibondi contrasti tra chi voleva restare nel vecchio sito, sulla montagna, e chi invece voleva andare in pianura, vicino al mare, non essendoci piĂą la paura dei pirati che aveva fatto preferire ai loro avi di arroccarsi in una zona impervia e piĂą facilmente difendibile.

A Ragusa lo scontro fu ancora più radicale, e la popolazione alla fine, scartata l’ipotesi di trasferirsi sulla costa, troppo lontana, si divise comunque in due: una parte, guidata dagli aristocratici, ricostruì nel vecchio sito, l’attuale Ragusa Ibla, e gli altri fondarono dal nulla la nuova Ragusa su un pianoro poco lontano.

Gli spagnoli fecero arrivare in Sicilia architetti e maestranze anche dal Nord Italia per l’immane opera di ricostruzione, avendo cura di rifare non solo i palazzi, ma anche il tessuto socio-economico dei nuovi centri abitati, alternando edifici aristocratici, abitazioni popolari, botteghe artigiane, come era prima della catastrofe.

Nessun turista che arriva a Noto pensa che la città che sta ammirando, all’inizio era solo una ’New Town’: quello della ricostruzione è un momento fondamentale per il futuro del territorio e, paradossalmente (vedi Friuli!) può diventare un’occasione di crescita, sviluppo ed emancipazione.
Affinchè ciò avvenga, bisogna fare in questa fase scelte serie e lungimiranti, senza farsi influenzare dalle antipatìe politiche e sociali, ma con una seria riflessione sulle possibilità di sviluppo futuro del territorio.

Scaletta e Giampilieri hanno pianto, hanno pianto tanto. Troppo.
Ancora si scava sotto le macerie per trovare gli ultimi dispersi. Ma il mondo continua a girare, e la vita prosegue.
Scaletta e Giampilieri hanno oggi una grande occasione: ricominciare daccapo, mettendo da parte gli sbagli del passato e diventare centri propulsori dell’economia, della società e della civiltà Messinese, Siciliana e meridionale.
Possono farlo se colgono al balzo l’occasione della ricostruzione. A prescindere dalle eventuali New Town.


Vai alla Fonte
 
Iscrivi il tuo sito o blog nella nostra Directory e diffondi i tuoi articoli segnalando il tuo Feed Rss.
Anche il tuo sito o blog può diventare una fonte di Reggio Calabria Notizie che aggrega i contenuti dai migliori Siti Reggini
Dai piĂą visibilitĂ  al tuo sito, al tuo Blog, alla tua Pagina personale
Per saperne di piĂą, non esitare a contattarci
Informativa sulla privacy
Powered by Taolos Web Agency PI:03100660830 | Seo & Optimization by Joomla Blog | User Generated content - Ugc ReggioCalabriaNotizie.it