
Messina rischia di restare senza Sindaco e, così come Reggio, il Comune potrebbe essere commissariato. Giuseppe Buzzanca, sindaco da appena due anni, rischia di decadere a causa dell’incompatibilità tra la carica di primo cittadino e quella di consigliere dell’Ars.
Buzzanca, infatti, è anche Consigliere Regionale in Sicilia, all’Assemblea Regionale Siciliana guidata dal Governatore Raffaele Lombardo. La Corte Costituzionale, di recente, s’è pronunciata con una norma che vieta ai Consiglieri Regionali di essere contemporaneamente anche Sindaci di un Comune con più di ventimila abitanti. E Messina, di abitanti, ne ha oltre 240mila. E’ la 13^ Città d’Italia e in molti, ormai, si sono stancati di avere un Sindaco part-time.
La Corte Costituzionale nell’aprile 2010 ha dichiarato l’incostituzionalità della legge regionale che aveva modificato la precedente normativa, rendendo possibile il “doppio incarico” tra sindaco e deputato all’Ars.
Gli effetti concreti di quel pronunciamento hanno già mietuto alcune “vittime”. A Messina si sono dimessi, rispettivamente da vicesindaco e da assessore alla Protezione civile, i deputati regionali Giovanni Ardizzone e Fortunato Romano.
È di ieri, inoltre, la notizia che il Tribunale di Catania ha dichiarato la decadenza del sindaco di Acicatena, Raffaele Pippo Nicotra, anch’egli eletto prima all’Ars e poi diventato primo cittadino del comune etneo (che ha una popolazione superiore ai ventimila abitanti).
Buzzanca ha resistito e ha presentato ricorso, ma adesso si attendono le sentenze degli organi competenti.
Il sindaco non ha alcuna intenzione di tirarsi indietro: una soluzione certa, che possa garantire a Messina di avere un Sindaco saldamente al proprio posto per tutta la legislatura, sarebbe quella delle sue dimissioni dall’Ars. Ma «non faccio nessun passo indietro, non c’è nessuna legge che m’imponga di lasciare il mandato ricevuto dagli elettori, a me sta a cuore solo l’interesse di Messina» ha detto il primo cittadino, che si affida agli appelli in tribunale.
Buzzanca ha ancora 24 ore di tempo, secondo i termini previsti dal ricorso elettorale presentato dall’avvocato messinese Antonio Catalioto (a nome di un cittadino, vicino al primo dei non eletti del Pdl messinese, Antonio D’Aquino, da qualche mese transitato nelle fila del Movimento per l’Autonomia), per presentare le dimissioni da deputato e avere la certezza assoluta di restare in carica da sindaco. «Se non lo fa – ha dichiarato nei giorni scorsi Catalioto – si assume consapevolmente il rischio di essere mandato a casa, cosa che io non auguro assolutamente, perché è mille volte meglio avere un sindaco eletto dai cittadini che non un commissario».
Alcuni esponenti del Pdl messinese (il gruppo che fa riferimento al “finiano” Carmelo Briguglio) e dell’opposizione (il segretario del Pd Francesco Gallo) hanno chiesto a Buzzanca un “gesto di responsabilità nei confronti dei messinesi”. Ma il sindaco ha chiuso ogni porta all’ipotesi di dimissioni, sostenendo che le motivazioni del ricorso sono inesistenti e che è suo pieno diritto-dovere di non tradire il compito affidatogli dai cittadini, che lo hanno legittimamente eletto sia all’Ars sia alla guida di Palazzo Zanca.
E se Buzzanca, come dice, non muoverà un passo, bisognerà attendere il 22 settembre quando il Tribunale di Messina si pronuncerà sulla questione. Ma, dopo la sentenza di ieri a Catania, l’esito appare scontato. E Messina, tra poco più di un mese e mezzo, potrebbe rimanere senza sindaco e subire il terzo commissariamento consecutivo (sarebbe il 3° in appena 7 anni!).
Mentre adesso in tanti, tra assessori, consiglieri e “faccendieri” vari, pendono dalle scelte di Buzzanca per salvaguardare la loro poltrona, il dato più importante è che la Città rischia di ricevere l’ennesimo schiaffo da una politica instabile e confusa.
A prescindere dai colori politici, partitici e dalle abilità personali, la stabilità politica è un presupposto fondamentale per il buon governo, la crescita e lo sviluppo di una realtà.
Anche il Comune di Reggio Calabria, come quello di Messina, rischia di essere commissariato dopo il caos nato all’interno della maggioranza di centrodestra negli ultimi giorni. Ma la recente storia politica della Città di Scopelliti e Falcomatà è totalmente opposta a quella di Messina: negli ultimi 16 anni a Reggio ci sono stati solo due Sindaci, appunto prima Falcomatà e poi Scopelliti che hanno governato 8 anni ciascuno. Palazzo San Giorgio non fa i conti con la vergogna del commissariamento dal lontanissimo 1984, quando il commissario prefettizio Iannelli ricoprì la figura di Commissario Comunale per appena 4 mesi e mezzo, dal 30 agosto 1983 al 14 febbraio 1984. Inoltre, Reggio, vive a prescindere un momento di transizione. Commissario o meno, il Comune è in fase di “traghettamento” per il post-Scopelliti, in vista delle sempre più vicine elezioni Comunali che determineranno il futuro della Città.
A Messina la situazione è completamente diversa. Buzzanca dovrebbe e potrebbe governare altri 3 anni, le elezioni sarebbero lontanissime e anche la stabiltà sarebbe garantita dalla situazione “geo/politica”. Ma, a maggior ragione dopo quest’ulteriore inghippo, la città si ritrova senza punti di riferimento politici e con una classe dirigente più debole che mai, sia a livello Regionale che a livello nazionale. Messina si sente abbandonata al proprio destino e, per l’ennesima volta, su Palazzo Zanca potrebbe insediarsi un burocrate scelto dall’alto con compiti limitati e “notarili”, segnando un nuovo brusco stop ad ogni tipo di attività governativa che, bene o male, la Giunta Buzzanca aveva messo in piedi in questi due anni di governo.
Certo che subire contemporaneamente il commissariamento, per i due comuni delle Città dello Stretto, non è la più rosea delle prospettive, mentre tra i tanti problemi in comune c’è quello dei trasporti e della mobilità tra le due sponde dello Stretto: un sistema che fa acqua da tutte le parti e che richiederebbe l’urgente intervento degli enti locali.
Ma se gli enti locali, praticamente vengono meno e non esistono più (almeno fino alle prossime elezioni), significa che i cittadini continueranno a subire disagi e il territorio continuerà a fare passi indietro.
E se negli ultimi quattro anni nello Stretto c’è stato un calo di un milione di passeggeri (dati rapporto Cisl), significa che anzichè continuare ad avvicinarsi, le comunità reggine e messinesi sono costrette a chiudersi in se stesse o a guardare altrove, perchè quel mare che dovrebbe unire in realtà continua a dividere come se fosse un invalicabile muro.
I commissari, anche su questo, potranno fare ben poco.

Giuseppe Buzzanca, Sindaco di Messina


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