
Roma - Dovrebbe essere già aperto il tavolo di confroto tra il Governo e le parti sociali, l'inizio della riunione dell'esecutivo con sindacati e rappresentanti di categoria era previsto stamani alle 10. Tra le varie riforme in cantiere il presidente Monti vorrebbe inserire anche un ritocco all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, la norma che impedisce il licenziamento senza giusta causa. Il premier si è detto disposto a trattare su tutta la linea, dalle liberalizzazioni al lavoro subordinato, purchè le parti non impongano dei "tabù". E la parola che gli interlocutori di Monti non vogliono sentir pronunciare è proprio "18". Il presidente del Consiglio ha però chiaramente espresso la sua opinione: non si può discutere se c'è chi impone argomenti vietati. Così si è detto pronto a portare il decreto sul mercato del lavoro davanti al Parlamento vincolandolo con la questione di fiducia. "Sono contrario a trattative che assumano al momento dell’ingresso al tavolo dei tabù", ha detto ieri il premier durante l'intervista concessa a Lucia Annunziata. L'ipotesi al vaglio del governo tecnico, e della quale si discuterà coi sindacati, è quella di non abrogare la norma sul licenziamento senza giusta causa ma di sospenderne l'applicazione per un periodo, la cosiddetta eliminazione temporanea dell'articolo 18. Le parti sociali, è scontato, sono contro questa proposta. Stamani la leader della Cgil Camusso ha definito la norma contro il licenziamenti come "un ilastro di civiltà ", tutti i sindacati sono compatti per il no.