SIDERNO - "Siamo stanchi di chi con la destra accarezza i criminali e con la sinistra le vittime. Non facciamo diventare categoria protetta, anzi privilegiata, quella di chi si è macchiato di crimini.
Egregio direttore,
non potrà essere certamente un forum annunciato in pompa magna da certa stampa, in una intera pagina, a dirci cos’è la mafia e l’antimafia.
La mafia l’abbiamo subita sulla nostra pelle, e l’antimafia per noi sono i magistrati e le forze dell’ordine che ogni giorno rischiano la vita.
Abbiamo bisogno di chiarezza e non di mascheramenti, non di inclusioni sociali di appartenenti alla criminalità organizzata e spacciati da qualcuno come soggetti deboli da recuperare.
Ci spieghino, i promotori dell’incontro, cosa centrano mafiosi o meglio ‘ndranghetisti, intesi come sodali di organizzazioni criminali, con l’inclusione sociale di deboli ed emarginati come i drogati, per i quali esistono le comunità terapeutiche.
Ora siamo stanchi, indignati e diciamo basta a chi contribuisce al restyling mediatico-mafioso iniziato dopo la strage di Duisburg con la delegittimazione di Petra Reski ed il tentativo di censura del libro della scrittrice.
Siamo stanchi di lezioni di antimafia da parte di chi ha conti in sospeso con la giustizia.
Siamo stanchi di chi con la destra accarezza i criminali e con la sinistra le vittime.
Siamo stanchi di chi chiede la partecipazione della Regione Calabria per elemosinare fondi.
Siamo stanchi di chi ci dice che “dalla pacificazione e dalla riparazione delle tante ferite, dei tanti dolori e dall'ammissione delle colpe si deve trovare la forza per il cambiamento.”
Siamo stanchi di chi ci dice che si può tornare indietro dalla criminalità organizzata e si può scegliere la via della legalità. Chi vuole scegliere la legalità e far parte dell’inclusione sociale deve prima pentirsi, confessare le proprie colpe, pagare la giusta pena e forse potrebbe ottenere il perdono di chi ha subito i suoi crimini sulla propria pelle.
Cosa ne sanno gli organizzatori del forum delle nostre ferite?
Abbiamo ferite che solo noi vediamo, ferite che bruciano, ferite che si riaprono e ci fanno gridare quando ci vengono impartite lezioni di etica e morale.
Siamo stanchi di garanti dei diritti dei detenuti, perché, se qualcuno li viola, va perseguito senza bisogno di garanti.
Siamo stanchi di chi millanta di rappresentarci perché come familiari delle vittime non abbiamo delegato alcuno, se non le associazioni da noi liberamente scelte.
“La scimmia resta scimmia anche se veste di porpora” diceva Erasmo da Rotterdam.
Intelligenti pauca!
La mafia l’abbiamo subita sulla nostra pelle, e l’antimafia per noi sono i magistrati e le forze dell’ordine che ogni giorno rischiano la vita.
Abbiamo bisogno di chiarezza e non di mascheramenti, non di inclusioni sociali di appartenenti alla criminalità organizzata e spacciati da qualcuno come soggetti deboli da recuperare.
Ci spieghino, i promotori dell’incontro, cosa centrano mafiosi o meglio ‘ndranghetisti, intesi come sodali di organizzazioni criminali, con l’inclusione sociale di deboli ed emarginati come i drogati, per i quali esistono le comunità terapeutiche.
Ora siamo stanchi, indignati e diciamo basta a chi contribuisce al restyling mediatico-mafioso iniziato dopo la strage di Duisburg con la delegittimazione di Petra Reski ed il tentativo di censura del libro della scrittrice.
Siamo stanchi di lezioni di antimafia da parte di chi ha conti in sospeso con la giustizia.
Siamo stanchi di chi con la destra accarezza i criminali e con la sinistra le vittime.
Siamo stanchi di chi chiede la partecipazione della Regione Calabria per elemosinare fondi.
Siamo stanchi di chi ci dice che “dalla pacificazione e dalla riparazione delle tante ferite, dei tanti dolori e dall'ammissione delle colpe si deve trovare la forza per il cambiamento.”
Siamo stanchi di chi ci dice che si può tornare indietro dalla criminalità organizzata e si può scegliere la via della legalità. Chi vuole scegliere la legalità e far parte dell’inclusione sociale deve prima pentirsi, confessare le proprie colpe, pagare la giusta pena e forse potrebbe ottenere il perdono di chi ha subito i suoi crimini sulla propria pelle.
Cosa ne sanno gli organizzatori del forum delle nostre ferite?
Abbiamo ferite che solo noi vediamo, ferite che bruciano, ferite che si riaprono e ci fanno gridare quando ci vengono impartite lezioni di etica e morale.
Siamo stanchi di garanti dei diritti dei detenuti, perché, se qualcuno li viola, va perseguito senza bisogno di garanti.
Siamo stanchi di chi millanta di rappresentarci perché come familiari delle vittime non abbiamo delegato alcuno, se non le associazioni da noi liberamente scelte.
“La scimmia resta scimmia anche se veste di porpora” diceva Erasmo da Rotterdam.
Intelligenti pauca!
P.S. Nessuno ci commiseri per favore!"
* Presidente Associazione Gianluca Congiusta Onlus

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