Mimmo Vazzana e il suo Ballu du Camiddu sono un must per le estati bovesi e si inserisce a meraviglia in quel patrimonio della cultura calabro-grecanica che è il festival Paleariza.
Questa sorta di “minotauro”, metà uomo e metà sagoma di asinello (ballo del ciuccio, in italiano) dal quale partono ed esplodono fuochi d’artificio di ogni genere che balla al ritmo ipnotico di trombe e tamburi che ripetono a oltranza sempre la stessa melodia è una tradizione che negli ultimi anni si è consolidata in tutta l’area grecanica. Secondo alcuni questo rito è una rievocazione degli antichi balli che turchi e saraceni facevano durante le loro scorrerie nei vecchi centri abitati della zona.
Certo è che “U Ballu du Camiddu” attira migliaia di persone tra turisti e abitanti dell’area grecanica, un po’ curiosi di osservare questa danza ipnotica e un po’ consapevoli che questa sta diventando un’occasione per ribadire e rinforzare quell’identità iper-localistica che fino a 15 anni fa rischiava di perdersi del tutto e che adesso, invece, sembra essere riscoperta.
Di seguito le foto du Camiddu a Bova (Chora tu Vua).
foto e video di Alessio Neri
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