
CATANZARO – Tra alcune delle più rappresentative sigle sindacali dell’Area della dirigenza e i rappresentanti dell’Azienda Sanitaria Provinciale, ormai è scontro aperto. Cisl Medici (Nino Accorinti), Cimo-Asmd (Giovanni Paladino), Cisl-Fp (Antonio Bevacqua) e Cgil-Fp (Marisa Palasciano), durante l’incontro di ieri con la delegazione trattante di parte pubblica dell’Area della dirigenza STPA e di quella medico-veterinaria, tenutosi alle ore 11,30 nella sede della direzione di Via Cortese, su convocazione del Dirigente dell’Unità Operativa Relazioni Sindacali, hanno, infatti, abbandonato i lavori, così come avevano anticipato di fare con una lettera a firma congiunta inviata lo scorso 5 luglio al direttore generale Pietro Morabito. Nella lettera, a firma congiunta, gli esponenti sindacali chiedevano di sospendere la discussione su uno dei punti dell’ordine del giorno, l’assetto organizzativo e funzionale dell’Azienda, sino a quando non saranno revocate alcune delibere oggetto di contestazione per le quali era necessaria – a parere di tutti – un’approfondita concertazione preventiva. “Con nota del 30 giugno 2009 – hanno scritto Accorinti, Paladino, Bevacqua e Palasciano – la dirigente dell’U.O. Relazioni Sindacali ha convocato per il 7 luglio, alle ore 11,30, la delegazione sindacale per un incontro, con la delegazione trattante di parte pubblica, sul seguente ordine del giorno: definizione della contrattazione decentrata; assetto organizzativo e funzionale generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale”. “Le scriventi organizzazioni sindacali – continua la nota – prendono atto che codesta Amministrazione vuole finalmente dare avvio alla contrattazione collettiva integrativa. In tale riunione sarà sicuramente necessario fissare un calendario degli incontri con gli argomenti che, ai sensi dell’art. 5 dei CC.NN.NN.LL. della Dirigenza, devono essere trattati in un’unica sessione negoziale. In merito al punto dell’ordine del giorno, riguardante l’assetto organizzativo e funzionale generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale, le scriventi Organizzazioni comunicano che abbandoneranno la riunione. Infatti, tale argomento potrà essere trattato solo dopo che codesta Asp avrà revocato le delibere dell’organizzazione dell’Azienda, già precedentemente adottate in violazione dei diritti di partecipazione dei sindacati (n. 775 del 21.5.2009, n. 776 del 21.5.2009, n. 558 del 15.4.2009, n. 562 del 15.4.2009, n. 557 del 15.4.2009, n. 561 del 15.4.2009, n. 563 del 15,4.2009, n. 564 del 15.4.2009 e n. 1043 del 25.6.2009”. Detto fatto. I rappresentanti dei sindacati, letta la lettera inviata precedentemente a Morabito e preso atto che l’Azienda non ha prodotto alcun atto deliberativo di revoca, hanno abbandonato la riunione. Cisl medici, Cimo, Cgil-Fp e Cisl-Fp hanno inoltre sollecitato la riapertura dei lavori della Commissione paritetica istituita con delibera del Direttore Generale n. 562 del 2.10.2008, per l’applicazione degli istituti contrattuali in materia di conferimento, revoca e valutazione degli incarichi contrattuali. L’atteggiamento dell’Azienda, per i sindacati della dirigenza, risulta quindi - a parere dei sindacati - quanto mai discutibile. “E’ mai possibile che in questa Asp, per prendere in esame la eventuale revoca di una o più delibere – si chiedono tutti – non è più sufficiente una richiesta ufficiale di autorevoli sigle sindacali?”. “A questo punto – aggiungono – sarebbe opportuno dare spazio, prima ancora di procedere con decine di azioni legali, ad un tavolo tecnico, con la presenza dell’Assessorato regionale alla sanità, visto che trattasi di una riorganizzazione aziendale che comporta un significativo aggravio di spesa e che alla stessa riorganizzazione è legato il rispetto delle linee regionali d’indirizzo. “Faremo di tutto – concludono – per far valere le nostre ragioni, perché riteniamo che quanto accaduto esuli dalle normali contrattazioni e violi i diritti sindacali sanciti da norme molto chiare”.