VIBO VALENTIA - Bruno Censore ha inteso ripetere quell’esperienza toccante, palpitante e stimolante, ancorché per certi versi pure drammatica. Il Consigliere Regionale del PD, per il secondo anno consecutivo, ha deciso di aderire all’iniziativa “Ferragosto in carcere” promossa dai Radicali Italiani e rivolta ai Parlamentari, ai Consiglieri Regionali di tutti gli schieramenti politici e ai rappresentanti delle più alte cariche dello Stato che, nei giorni 14-15-16 agosto, sono stati invitati a visitare le case circondariali con lo scopo di fare una ricognizione approfondita sulla difficilissima situazione degli istituiti di pena. «Sabato 14 agosto – afferma -, nel pomeriggio, farò visita alla Casa circondariale di Vibo Valentia, una struttura che continua a denotare una situazione di sovraffollamento e di mancanza di personale. Anche quest’anno, quindi, – commenta il Vice-presidente della Commissione Regionale Antimafia – ho inteso rinnovare la mia adesione a un’iniziativa che se da un lato ci dà la possibilità di prendere coscienza delle condizioni di vita dei detenuti e della realtà nella quale operano i direttori, gli agenti, i medici e gli educatori delle comunità penitenziarie dall’altro spinge tutti noi, rappresentanti del mondo politico ed istituzionale, ad impegnarsi, ognuno per le proprie competenze, per migliorare i livelli di disagio che in questo momento vivono le carceri italiane». «La condizione delle carceri italiane - aggiunge Censore - ha raggiunto livelli molto preoccupanti: la situazione è davvero allarmante e cozza con i principi costituzionali secondo cui gli istituti penitenziari non sono solamente luogo di espiazione ma principalmente di rieducazione del condannato, che deve poter vivere il periodo della detenzione secondo un trattamento civile ed umano. Anche nella nostra regione la situazione ha raggiunto livelli molto preoccupanti. Basti pensare che la Calabria – riferisce il Consigliere Regionale del Partito Democratico – è tra le tredici regioni che ospitano un numero di persone superiore al limite tollerabile. Secondo gli ultimi dati, sono oltre 3.000 i detenuti ristretti negli istituti penitenziari calabresi a fronte di una capienza regolamentare di 1.867. Tutto ciò – continua Bruno Censore – impone che il Governo centrale faccia delle scelte di diversa natura sulla gestione del sistema penitenziario considerando che i drammi del sovraffollamento sono alla base della sofferenza e della disperazione che oggi vivono i detenuti, molti dei quali, secondo i dati forniti dal dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, sono peraltro ancora in attesa di giudizio o in carcerazione preventiva. Dispiace, però, costatare che il “Piano Carceri” che il Comitato di sorveglianza, costituito dal Ministro della Giustizia Angelino Alfano, dal Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli e dal Capo del Dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso, ha approvato il 24 giugno scorso sia caduto presto nel dimenticatoio, nonostante le necessità impellenti e una situazione generale allarmante e insostenibile».
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