L’opera prima del giovane medico siciliano Andrea Conti è pubblicata nei primi mesi del 2011 dalla casa editrice siciliana APED. Un libro sciolto, semplice, ma molto toccante, nelle poco più di 100 pagine, ricche di riferimenti ai classici greci, che vanno da Orfeo, Adone, ai miti dell’Iliade e molto ancora. L’elemento caratterizzante di tutto il romanzo è l’amore. L’amore che intreccia in maniera avvincente tutti i personaggi del racconto. La storia, estremamente sensibile, coinvolge il lettore odierno, forse troppo poco abituato al supremo concetto dell’amore oltre la vita stessa, rispetto a mielosissimi romanzi post- adolescenziali. L’amore sopra ogni cosa, appunto.
La trama è fluida e il romanzo cattura l’attenzione del lettore. Storie d’amore che nascono e muoiono dentro un ospedale.
Anna è una giovane psichiatra che lavora in una clinica, che un giorno prende sotto esame un caso particolare: quello di Andrea Speranza, anch’egli medico, molto promettente, amante della bella vita e delle belle auto, che da ormai un paio d’anni si era chiuso in un silenzio assordante. La vita di Anna viene totalmente sconvolta da Andrea, che pian piano decide di liberarsi del peso che lo attanaglia, confessando ad Anna tutti i propri segreti, le proprie passioni, ma soprattutto il proprio amore ormai “immortale”. Andrea da specializzando conobbe una paziente particolare, Sofia, una ragazza ormai malata terminale, che però gli diede nuova linfa e nuova vita, anche lei amante della letteratura e dei classici. Si innamorarono perdutamente, e anche se breve, questa storia cambiò la vita al giovane medico, che dopo la morte di Sofia abbandonò ogni voglia o sentimento di vita. La vita è strana e Anna non riusciva a comprendere le scelte di Andrea, non poteva immaginare un amore così estremo. Un unico amore, che l’avrebbe amato nella vita e nella morte. Andrea continuando a vivere nella normalità l’avrebbe tradita per sempre, ed era l’ultima cosa che voleva. Così decise di non vivere più, abbandonò tutto, la sua donna, il suo lavoro e la ricordava ogni giorno affacciato dalla sua finestra, nel totale silenzio. Anna col tempo cominciò a immedesimarsi nel paziente e anche se non riusciva a comprendere tale scelta, quasi lo ammirava e ne entrava ogni giorno sempre in maggior simbiosi.
Questo estremo concetto scosse anche la vita di Anna, che comprese il vero senso dell’amore e delle parole del suo paziente, ritrovandosi con dei dubbi e delle domande che in passato non si era mai posta. Aveva creduto di conoscere l’amore, ma non l’aveva mai conosciuto realmente fino al caso di Andrea, di cui si è innamorata e di cui col tempo aveva perso tutte le tracce e i ricordi, tranne uno.
L’autore è riuscito a cogliere molti sentimenti umani, esplicandoli in maniera lucida e armoniosa. Dove trionfa il concetto principale dell’amore, ma attorno ad esso si parla delle persone in difficoltà, delle malattie, delle ansie e delle debolezze di tutti i personaggi. Tra le righe, e neanche troppo, il Conti differenzia nettamente il medico per passione e vocazione, rispetto al medico “politico” e arrivista. Differenza non da poco per chi intraprende questa professione e solo chi la pratica la può intimamente conoscere.
Gimes
IBS – Il buio avrà i miei occhi
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