Il sottotitolo parla di ascesa, ma ultimamente sui giornali la presenza della ndrangheta a Milano è stata definita come una “colonizzazione“. Il fenomeno è senza dubbio intrecciato con l’amaro fenomeno dell’emigrazione per lavoro che mai si è interrotto e le cui fondamenta sono da ricercare in quell’Unità d’Italia di cui proprio quest’anno festeggiamo l’anniversario dei 150 anni. In questo particolare contesto, il partito politico Lega è nelle condizioni di fare la voce grossa alla guida del paese. Toccata anch’essa da numerose inchieste sui rapporti tra ndrangheta e politica in Lombardia, la Lega cerca di depistare l’attenzione con slogan sciocchi e banali.
Per questi motivi la lettura di “O mia bella Madu’ndrina” di Antonino Monteleone e Felice Manti, edito dai tipi di Aliberti editore, è molto utile per capire l’atmosfera politica che stiamo vivendo proprio in questi mesi.
Antonino emigrato da poco e Felice da un po’ di più, giornalisti giovani ma già con tanta esperienza alle spalle, raccontano in presa diretta quella che è la ndrangheta venuta fuori dalle numerose inchieste degli ultimi anni, in particolare dopo l’inchiesta Crimine che ha portato all’arresto di 300 persone tra la provincia di Reggio e Milano. Raccondando dei loro incontri con fonti tenute anonime come membri delle forze dell’ordine e familiari di detenuti, spesso usano la prima persona singolare trasformando la lettura di un’inchiesta giornalistica complessa e articolata in un racconto in prima persona.
Per comprendere i contenuti del libro è necessario anche calarsi nel clima in cui questo è stato realizzato. Tensione e curiosità sono due delle emozioni che traspaiono più spesso negli inframezzi soggettivi che intervallano la descrizione delle strutture criminali organizzare reggine, e milanesi.
Bossi si metta l’anima in pace, dove ci sono tanti soldi è facile che ci sia anche la mano della ndrangheta.
Oltre alla recente attualità in O mia bella Madu’ndrina si compie un escursus storico completo della crescita della ndrangheta e della sua dimensione finanziaria, usuraia, internazionale.
Nelle oltre 300 pagine troverete anche succose documentazioni. Per esempio la ricostruzione, tramite intercettazioni, dell’attentato incendiario all’automobile di Antonino Monteleone o, ancora più succosa, la risposta di Giuseppe Scopelliti in cui nega un’intervista al giornalista. Da non perdere!
Alessio Neri
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