Reggio Calabria Notizie Ultime news a portata di Click
Così Palermo ricorda Falcone

Martedì 22 Maggio 2012

Viene incredibilmente rieletto Sindaco quel Politico di mestiere che insultava Giovan- ni Falcone. Con la vittoria di...

Leggi tutto...
Un video col terrorista: ha le ore contate

Lunedì 21 Maggio 2012

Dalle indiscrezioni emerse nelle ultime ore pare che il cerchio attorno al killer stia per chiudersi. Anche il...

Leggi tutto...
Con le sole parole non c'è alcuna crescita

Lunedì 21 Maggio 2012

Avevo fatto una scommessa con me stesso, prima del G8 di Camp David, che durante o dopo il summit, il nostro...

Leggi tutto...
I Bronzi di Riace vanno a scuola, concorso per gli alunni delle elementari e medie

Lunedì 21 Maggio 2012

Per celebrare i 40 anni del ritrovamentio dei Bronzi, la Pro loco di Riace ha organizzato un concorso riservato agli...

Leggi tutto...
Monti rientra in Italia dal G8 per seguire emergenza terremoto e bomba Brindisi. Forse ai funerali

Lunedì 21 Maggio 2012

Dopo aver svolto quello che definisce un "ruolo chiave" al G8 di Camp David per spronare Berlino a fare di più sulla...

Leggi tutto...

Ci sono libri… – Reggio Calabria. I moti del luglio 1970

ReggioCalabria News - Appuntamenti Oggi Reggio Calabria
Scritto da Libera Reggio   
Martedì 22 Novembre 2011 11:08
A Reggio Calabria nelle elezioni politiche del ’68, le ultime prima che la città si rivoltasse per l’assegnazione del capoluogo a Catanzaro, i cittadini avevano dato 25.633 voti all’on. Mancini, 26.865 all’onorevole Misasi e 25.587 voti all’on. Pucci. Gli stessi tre personaggi politici calabresi accusati dai reggine dei moti di aver tradito Reggio per averla estirpata dell’assegnazione del titolo amministrativo di città principale della regione. Dopo un esplosione di rabbia generale immediata nella quale ci scappò il morto Labate, ferroviere reggino della CGIL colpito in pieno volto da un candelotto lacrimogeno della polizia, i partiti e i sindacati si unirono e si divisero sulle posizioni da prendere nei...



A Reggio Calabria nelle elezioni politiche del ’68, le ultime prima che la città si rivoltasse per l’assegnazione del capoluogo a Catanzaro, i cittadini avevano dato 25.633 voti all’on. Mancini, 26.865 all’onorevole Misasi e 25.587 voti all’on. Pucci. Gli stessi tre personaggi politici calabresi accusati dai reggine dei moti di aver tradito Reggio per averla estirpata dell’assegnazione del titolo amministrativo di città principale della regione.

Dopo un esplosione di rabbia generale immediata nella quale ci scappò il morto Labate, ferroviere reggino della CGIL colpito in pieno volto da un candelotto lacrimogeno della polizia, i partiti e i sindacati si unirono e si divisero sulle posizioni da prendere nei confronti della protesta popolare ormai scoppiata. Tutti i soggetti di aggregazione di massa che negli anni ’70 erano attivi in Italia dovettero anche confrontarsi con la dirompenza politica di una protesta che dopo poco tempo venne presa in mano dal Comitato d’Azione di Ciccio Franco. Molti si unirono alla protesta, qualcuno se ne dissociò perdendo sicuramente un’occasione per dare un significato più sociale e nazionale ad un’esplosione finanziata da alcuni grandi idustriali della città e dagli agrari della Piana di Gioia Tauro.

L’autore del libro uscito nell’aprile ’72, quindi molto “a caldo”, descrive il punto di vista particolare dei sindacati confederali sulle vicende reggine. Ne viene fuori un discorso particolaristico che punta ad analizzare le “istituzioni” dei lavoratori in relazione ad un’esplosione popolare.

Anche da questa ottica quello che risulta è l’immobilità delle organizzazioni sindacali di fronte alla protesta e i particolarismi che vennero a crearsi tra i vari settori di lavoratori. A rimanere fuori dalla protesta ci furono buona parte degli operai edili della città mentre i lavoratori pubblici e delle amministrazioni sabotarono costantemente i loro posti di lavoro anche grazie all’accondiscendenza (talvolta una vera e propria costrizione) dei propri capo-ufficio. In base a quanto riporta D’Agostini, questi in massa consentivano ai lavoratori del pubblico di Reggio Calabria di firmare la presenza sul posto di lavoro ma di abbandonare gli uffici “aderendo agli scioperi” proclamati dai Boia Chi Molla senza dover perdere il giorno di stipendio come succede ai lavoratori del settore privato. Nel raccontare questa situazione l’autore già evidenzia come molti di questi erano stati piazzati lì per connivenze e cliente politico-elettoralistiche descrivendo una realtà reggina assolutamente in linea con l’attuale.

La differenza tra i nostri tempi e gli anni settanta la fa sicuramente il linguaggio usato. Le argomentazioni del libro assumono un carattere di carrozzone antico a causa soprattutto del linguaggio e dei termini usati che sembrano raccontare un mondo che non esiste più.

La Rivolta di Reggio è uno di quegli accadimenti storici talmente complessi per cui l’osservatore interessato per comprenderla il più possibile (ma mai in maniera completa e definitiva) è obbligato a prendere coscienza dei numerosi punti di vista e dei racconti di quei giorni. Questo libro è sicuramente un elemento utile ad arricchire la propria conoscenza sulla realtà dei cosiddetti moti di Reggio.

Alessio Neri


Vai alla Fonte
 
Iscrivi il tuo sito o blog nella nostra Directory e diffondi i tuoi articoli segnalando il tuo Feed Rss.
Anche il tuo sito o blog può diventare una fonte di Reggio Calabria Notizie che aggrega i contenuti dai migliori Siti Reggini
Dai più visibilità al tuo sito, al tuo Blog, alla tua Pagina personale
Per saperne di più, non esitare a contattarci
Informativa sulla privacy
Powered by Taolos Web Agency PI:03100660830 | Seo & Optimization by Joomla Blog | User Generated content - Ugc ReggioCalabriaNotizie.it