“Al di là delle idee, oltre a ciò che è giusto e a ciò che è sbagliato, esiste un campo immenso. Ci incontreremo lìâ€
Jal?l al-D?n R?m?
Si era alzato il vento è una brezza primaverile che accarezza il volto dell’anima, lascia dentro il lettore la dolcezza della felicità tanto cercata. Un centinaio di pagine ben scritte e sentite quelle che ci regalano Marcello Loprencipe e Annalisa Polucci: un viaggio sui binari del presente e del passato che si incrociano per dare un volto nuovo al futuro. Può semplicemente l’Amore cambiare l’esistenza dell’Uomo? È quello che avviene in Tina Maiani, donna sola che conoscerà l’amore nella sua essenza attraverso Angelina ed Olmo, aiutandoli a mantenere la loro corrispondenza. I rapporti descritti dai due autori hanno quasi tutti una salda fragilità che li rende paradossalmente quasi inattaccabile, sono rapporti basati su fiducia e sogni, speranze e ricordi, elementi evanescenti ma che riescono a resistere nel tempo.
Le lettere d’amore profumano di fresie e sogni, danzano nel vento della speranza e lasciano sempre una traccia. Una scatola che le accolga e le custodisca si trova sempre e basta aprirla per tornare indietro non solo nel tempo. Marco è un archeologo, un uomo che ha fatto della ricerca una professione: sarà proprio la ricerca di un amore lontano nel tempo (o forse no), scoperto attraverso la passione per il collezionismo di francobolli, a farlo viaggiare attraverso vite trascorse e segnate da un’unica costante: l’amore si scrive, vive di parole, ma soprattutto è sempre la via privilegiata della felicità , anche quando tutto sembra andare nella direzione contraria. L’insegnamento più grande che questo piccolo grande libro ci dà è che non è mai troppo tardi per tentare di esser felici.
I protagonisti di Si era alzato il vento sono esistenze del quotidiano, senza peculiarità eroiche se non tali per la loro stessa semplicità . La scrittura agile che molto ci offre anche dell’interiorità dei personaggi, oltre alle curate descrizioni degli ambienti in cui si svolge la narrazione, fa ben auspicare una trasposizione cinematografica del testo.
“D’improvviso ripensò agli anni trascorsi finendo col far emergere i desideri più remoti, quelli mai resi accessibili a nessuno. Finalmente comprese.
Da giovane aveva creduto che fosse possibile inseguire la felicità quale valore assoluto, sigillato nel tempo.
Così, aveva finito inevitabilmente con l’essere scavalcato da tutte le felicità possibili.
Inseguire la felicità in quel modo, equivaleva all’essere costantemente infeliciâ€
Tratto da Si era alzato il vento
Di Marcello Loprencipe e Annalisa Polucci
Città del Sole Edizioni, 2010
Letizia Cuzzola
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