Sabato 23 gennaio, alle 11.00 di fronte alla stazione di Rosarno partirà il “No Mafia Day”. La manifestazione organizzata da 4 ragazz* reggini – e che grazie a Facebook sta riscuotendo numerosi attestati di appoggio e partecipazione – si snoderà in corteo per le strade del paese fino a raggiungere il Municipio di fronte al quale si terrà un sit-in dei partecipanti.
Gli organizzatori per evitare il pericolo concreto della strumentalizzazione partitica stanno chiedendo ai partecipanti di non portare in piazza bandiere di partito. La campagna elettorale per le regionali è iniziata anche in Calabria e consentire ai politici di fare propaganda in una manifestazione del genere assolutamente “cittadina” e di “cittadini” non sarebbe la scelta migliore. Sempre per questo motivo, mi dice Anna, promotrice dell’iniziativa sin da subito: “Non ci saranno discorsi alla fine della manifestazione per evitare possibili spot“.
Questa manifestazione arriverà a conclusione di una settimana che per la città di Reggio e la sua provincia sarà densissima di avvenimenti.
Come detto è iniziata la campagna elettorale e la Calabria questa volta sembra essere, anche a causa dei riflettori dei mass-media, una delle regioni cruciali per determinare il risultato politico nazionale della tornata elettorale.
Da lunedì, quindi è iniziata una carrellata di passerelle di ministri e portaborse vari che verranno a raccontarci la solita solfa sul loro impegno costante e intransigente contro la criminalità organizzata e sugli arresti fatti in questo periodo – come se li avessero fatti loro – che si concluderà con l’arrivo in città , la seconda volta nel giro di pochi mesi, del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Nel frattempo, però, lontano dai riflettori di quei mass media che chiamano a parlare di Rosarno gente che probabilmente non c’è mai stata (a partire dal programma sulla Rai di Santoro) e che deve fare propaganda televisiva, i reggini e i calabresi si stanno mobilitando davvero in ogni modo possibile e ovunque. A Roma, soprattutto i ragazz* di daSud hanno organizzato presentazioni di libri, realizzato speciali e dossier per l’archivio stopndrangheta.it e soprattutto sono andati a consegnare simbolicamente delle arance rosarnesi, sporche di sangue ai nostri poco amabili, e poco onorevoli, senatori. Nei loro blog, sui social network, nei loro posti di lavoro, nelle università , per strada sono sicuro che ogni reggino che si rispetti ha cercato, dal suo punto di vista, di spiegare e di far rendere conto ai propri amici, colleghi, lettori qual è la realtà concreta e chi bisogna additare tra i responsabili.
Ma la mobilitazione non va avanti solo con il passaparola. Infatti, oggi in Piazza Italia di fronte alla prefettura di Reggio Calabria, dalle 17.00 in poi, si terrà un sit-in antirazzista e anti-ndrangheta al quale, neanche a dirlo, sarebbe il caso di partecipare il più possibile come alla manifestazione di Rosarno. In contemporanea, si terranno sit-in simili anche a Roma e Castelvolturno.
Non so quanta gente parteciperà alle mobilitazioni che si stanno organizzando e con quale spirito lo farà . Le prime, quelle immediatamente successive alla bomba alla Procura di Reggio Calabria, hanno mostrato la cruda realtà della nostra terra, ovvero che non gliene frega niente a quasi nessuno.
Ma non venite a dire che noi calabresin siamo tutti uguali, qualcuno che si vuole opporre e cambiare le cose c’è davvero!
Alessio Neri
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Tag: calabria, day, mafia, ndrangheta, reggio, Rosarno, sit in

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