È stata inaugurata a Roma lo scorso 3 novembre la prima personale dell’artista capitolina Alessandra Angeletti. Woman 2.0 questo il titolo della mostra, è un omaggio all’universo femminile reso attraverso pennellate ben definite e colori intensi che rivelano dettagli di corpi, visi, fumetti, personaggi noti, sguardi e dettagli fotografici. Un progetto pensato per donne moderne al passo con i tempi e soprattutto con la tecnologia. Donne casalinghe, mogli, mamme, professioniste. Donne che utilizzano internet per comunicare e conoscono i vantaggi dei social network.
La scelta della sede espositiva, un salone di bellezza (Harumi – Professional Fashion Design di Via della Stazione S.Pietro 31/33) al posto della convenzionale galleria d’arte, sottolinea la contemporaneità del progetto ed il rifiuto per gli ambienti tradizionali.
Quando hai capito che avresti fatto la pittrice?
Mi sono avvicinata alla pittura perché affascinata dalla pop art e dagli artisti che ne hanno fatto parte. Sono infatti proprio le opere di Keith Haring e di Roy Lichtenstein che mi hanno ispirato e spinto a prendere in mano un pennello e dipingere.
Come definiresti la tua arte?
Mi piace pensare che sia spregiudicata, ricca di contrasti e non solo cromatici…
Quali sono le tecniche che prediligi?
Dipingo soprattutto su tela con colori acrilici puri. Mi cimento anche nella tecnica del collage e nella creazione di sculture in cartapesta.
Parlami della mostra che si è inaugurata la settimana scorsa. Perché “Women 2.0″ ?
Ho voluto mettere le donne al centro dell’ attenzione rappresentandole senza pregiudizi in maniera semplice e moderna. Oggi il web 2.0 si è sostituito alla comunicazione che noi definiamo normale. Gli scambi avvengono tramite Facebook, Twitter, Google. Tutto è più immediato. Ed è proprio questa immediatezza che ho voluto trasmettere.
Perché hai deciso di esporre in un salone di bellezza?
Credo che qualsiasi forma d’arte debba essere ammirata in ogni posto a portata di uomo. In questo caso di donna. Un’arte umana è più comprensibile. Vorrei che le mie creazioni non fossero di nicchia ma arrivassero alle persone comuni.
Teodora Malavenda

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