Non so chi sia il signor Paolo Inzerilli, una delle tante persone che hanno fatto pubblicare necrologi dopo la morte di Francesco Cossiga, ma se ci fosse un premio per l'originalità di questi ricordi a mezzostampa della persona scomparsa, lo assegneremmo certamente a lui.
Ritengo di far piacere agli amici lettori di questo blog, che sta per celebrare il suo secondo compleanno, proponendovi il brano (autore Rudyard Kipling) che si adatta in maniera straordinaria a quello che fu lo spirito di "Gattosardo" raffigurato sulle pagine di Dagospia come un capo indiano. D'Agostino, che ha rivelato in una intervista di aver avuto l'ex presidente come prezioso informatore, e anche più, in questi anni, ha voluto ricordarlo fuori dalle righe, come a lui sarebbe piaciuto.
"Se sai aspettare senza stancarti di aspettare o, essendo calunniato, non rispondere con calunnie o, essendo odiato, non dare spazio all'odio senza tuttavia parlare troppo saggio....
Se sai incontrarti con il successo e la sconfitta e trattare questi due impostori nello stesso modo.
Se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto, distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui...
Se sai guardare le cose per le quali hai dato la vita distrutte e sai ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori....
Se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo e così resistere quando in te non c'è più nulla tranne la volontà che dice loro tenete duro.....
Se sai parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà o passeggiare con i re senza perdere la tua normalità ....
Se riesci a riempire l'inesorabile minuto dando valore ad ogni istante che passa: tua è la terra e tutto ciò che vi è in essa e, quel che più conta, tu sarai un uomo.



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