L'agguato per uccidere Gabriele Marrazzo, nel quale fu ferito mortalmente anche il bambino di 11 anni Domenico Gabriele, fu deciso perché la famiglia Tornicchio "aveva necessità di riconquistare la piena supremazia sul territorio di competenza, supremazia minata da Marrazzo che, agendo in nome e per conto di un'altra cosca operante nel confinante comune di Rocca di Neto, aveva praticamente escluso i Tornicchio dall'azione estorsiva in danno dell'impresa Maneli". Lo scrive il gip distrettuale di Catanzaro nell'ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti dei due presunti responsabili, Andrea Tornicchio e Vincenzo Dattolo. "Accettare la cosa - prosegue il gip - poteva significare dare il là ad una graduale presa di possesso di quel territorio da parte del sodalizio dei cosiddetti rocchitani". Le responsabilità della strage ai campi di calcetto, avvenuta in un luogo poco distante da contrada Cantorato di Crotone, dove operano i Tornicchio, erano già state individuate nell'inchiesta che portò, nel settembre scorso, all'arresto di 14 presunti affiliati alla cosca. Gli arresti hanno consentito ai carabinieri del Comando provinciale di Crotone di acquisire maggiori e più definite risultanze a carico degli indagati. Il minorenne arrestato stamani, invece, è risultato estraneo all'agguato, ma è accusato di partecipazione all'associazione mafiosa, di furto, detenzione di armi, estorsioni, e di numerosi episodi di detenzione e cessione di sostanza stupefacente, rapine e danneggiamenti. Le indagini, alle quali ha collaborato un pentito, Vincenzo Marino, si sono basate molto sulle intercettazioni, soprattutto dei colloqui in carcere di Francesco Tornicchio, considerato il capo della cosca, con la madre Carolina Amodeo ed i fratelli Luigi e Andrea, grazie ai quali continuava ad impartire ordini anche dal carcere. (ANSA).
L'agguato per uccidere Gabriele Marrazzo, nel quale fu ferito mortalmente anche il bambino di 11 anni Domenico Gabriele, fu deciso perché la famiglia Tornicchio "aveva necessità di riconquistare la piena supremazia sul territorio di competenza, supremazia minata da Marrazzo che, agendo in nome e per conto di un'altra cosca operante nel confinante comune di Rocca di Neto, aveva praticamente escluso i Tornicchio dall'azione estorsiva in danno dell'impresa Maneli". Lo scrive il gip distrettuale di Catanzaro nell'ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti dei due presunti responsabili, Andrea Tornicchio e Vincenzo Dattolo. "Accettare la cosa - prosegue il gip - poteva significare dare il là ad una graduale presa di possesso di quel territorio da parte del sodalizio dei cosiddetti rocchitani". Le responsabilità della strage ai campi di calcetto, avvenuta in un luogo poco distante da contrada Cantorato di Crotone, dove operano i Tornicchio, erano già state individuate nell'inchiesta che portò, nel settembre scorso, all'arresto di 14 presunti affiliati alla cosca. Gli arresti hanno consentito ai carabinieri del Comando provinciale di Crotone di acquisire maggiori e più definite risultanze a carico degli indagati. Il minorenne arrestato stamani, invece, è risultato estraneo all'agguato, ma è accusato di partecipazione all'associazione mafiosa, di furto, detenzione di armi, estorsioni, e di numerosi episodi di detenzione e cessione di sostanza stupefacente, rapine e danneggiamenti. Le indagini, alle quali ha collaborato un pentito, Vincenzo Marino, si sono basate molto sulle intercettazioni, soprattutto dei colloqui in carcere di Francesco Tornicchio, considerato il capo della cosca, con la madre Carolina Amodeo ed i fratelli Luigi e Andrea, grazie ai quali continuava ad impartire ordini anche dal carcere. (ANSA).

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