LR.org sta per andare in vacanza.
In un anno vi abbiamo raccontato le storie e le vicende più svariate che hanno colpito il nostro territorio, dal reggino al nazionale, con le più diverse e svariate sfaccettature. Ci siamo arrabbiati, abbiamo riso, abbiamo denunciato e abbiamo anche gioito delle piccole vittorie che ogni tanto avvengono in questo nostro tanto amato, quanto martoriato territorio. Lo abbiamo fatto con ironia e talvolta con rabbia, ma sempre con il cuore e la passione che fortunatamente ci contraddistingue e che possiamo ancora permetterci di avere.
Ed è con la stessa passione e gioia che quest’ ultimo pezzo, prima di spalmare ogni cellula del mio corpo al sole, lo voglio dedicare ad una realtà che fino a poco tempo fa non conoscevo, ma che sta suscitando un interesse sempre maggiore a chiunque se ne avvicini. Parlo del centro di recupero tartarughe marine di Brancaleone. Un centro che appunto “recupera” animali in difficoltà, li cura e dona loro una nuova libertà.
Questo centro nasce grazie al C.T.S. (Centro Turistico Studentesco) nel 2006,insieme ad altri 12, dislocati su tutto il territorio nazionale, ed è stato realizzato nell’ambito del progetto “Tartanet”, finanziato dalla commissione europea attraverso il programma “Life natura”. Una volta portato a termine questo progetto, per non far si che tutto l’operato svolto si dissolvesse nel nulla, è stata creata nel 2009 un’associazione “Naturalmente Brancaleone”, costituita proprio per dar sostegno al centro stesso.
Questa realtà si nutre, oltre che dei visitatori, che di continuo fanno visita al centro, anche e soprattutto della validissima, intensa ed instancabile collaborazione di volontari che operano al centro giorno e notte. Ragazzi spinti soltanto da fervida ed instancabile passione per la natura e per il proprio territorio che, studiandolo, cercano di preservarne ogni particolarità.
Ma parliamo un po’ delle protagoniste indiscusse di questa bella realtà, le tartarughe!
L’ospite che più spesso fa visita la centro, è della specie più comune nei nostri mari, la “Caretta Caretta”. È la più piccola tra le tartarughe del Mediterraneo e può raggiungere 110 cm di lunghezza del carapace (guscio esterno) ed arrivare fino ad un peso di 180 kg. La sua dieta, oltre ai pesci e vari altri organismi e crostacei, comprende anche le meduse, alcune tra l’altro molto velenose per l’uomo, come ad esempio la “Caravella Portoghese”, un simpaticissimo esemplare (per fortuna non frequentissimo nei nostri mari) che consta di un insieme di 4 organismi viventi, reciprocamente dipendenti per la sopravvivenza, con tentacoli lunghi fino a 40 metri e fortemente urticanti che, in casi estremi, ad un uomo possono anche provocare paralisi e arresto cardiaco.
Il pericolo più comune al quale la tartaruga va incontro sono gli ami del palangaro (alle nostre latitudini conosciuto anche come conso). Tipico strumento utilizzato per la cattura di pesci di piccole e grandi dimensioni. La tartaruga ingerisce l’amo, e dopo qualche mese senza cibarsi (anche 2 o 3) si spiaggia. Chi contatta il centro molto spesso è la capitaneria di porto, che recupera l’animale in difficoltà e lo consegna nelle mani dei volontari. Ma anche i cittadini e i pescatori stessi fanno tanto per il recupero e la salvaguardia di questa specie in quanto, proprio perché in pericolo di estinzione, trattasi di specie protetta, come viene sottolineato dai vari trattati comunitari e internazionali. E la rarità di tale specie è ribadita anche dal fatto che, solo il 10 % delle uova arriva alla schiusa, e all’incirca una su mille arriva alla maturità sessuale, che varia, approssimativamente, dai 25 ai 35 anni.
Il maggiore pericolo cui le caretta caretta vanno incontro è l’uomo. Questi oltre ad essere la causa principe, se non l’unica dell’inquinamento dei mari, con la sua continua opera di devastazione e invadenza, riduce sempre più, gli spazi atti alla naturale nidificazione delle stesse.
Come dicevamo, oltre alla cura e alla salvaguardia, Naturalmente Brancaleone significa anche libertà, o meglio, ritorno alla libertà. Infatti dopo il necessario periodo di degenza, a questi particolari ospiti, viene ridata la libertà. Un avvenimento che ha sempre suscitato molto interesse e successo, sia alla gente del posto, che ai vacanzieri in visita.
La liberazione alla quale ho avuto modo di assistere è stata quella di Kira. Una “cucciolona” di circa 35 kg, che palesava difficoltà d’immersione, e l’ingerimento di una quantità non indifferente di plastica. Una volta espulsa tutta la plastica ed espletati tutti i controlli ed accertamenti post-degenza, un pomeriggio di luglio Kira, irrequieta da tutta la giornata, quasi come se sentisse già il profumo del mare, si è ripresa la sua meritata libertà!
Tutto questo è a solo un’ora di strada dalla città e la sede di Tartanet/Naturalmente Brancaleone si trova a piazza stazione 89036 Brancaleone (R.C.) tel e fax: 0964 934984
Li potete trovare anche su facebook: NaturalmenteBrancaleone/organizzazione no profit e sul sito internet: www.naturalmentebrancaleone.org
“Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita”. Questo lo diceva Enrico Benlinguer e penso che avesse proprio ragione!!
Claudia Toscano
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