Roma - Questa settimana segna l'apertura di una vera e propria stagione degli scioperi contro il decreto liberalizzazioni e non solo. Dopo i tassisti, che sono in piazza ormai da giorni e che annunciano altre 14 ore di disagi, ed i camionisti, che già bloccano le strade, inizieranno a protestare anche farmacisti, ferrovieri, benzinai ed avvocati. Oggi scendera' in piazza anche la rabbia" ha avvisato il segretario nazionale di Ugl-Taxi Pietro Marinelli nell'annunciare che i tassisti sciopereranno dalle 8 alle 22. Lo stop dei tir è confermato fino a venerdì. Secondo l'organizzazione di categoria "Trasportounito", l'adesione delle ditte proprietarie di camion cresce ora dopo ora e parla di "un disagio che è reale e tangibile per le imprese così come per le famiglie dei tanti autotrasportatori che si stanno battendo per la sopravvivenza". Le ferrovie saranno in sciopero per 24 ore tra il 26 ed il 27 gennaio, l'agitazione è stata indetta dal sindacato Orsa. Le farmacie annunciano invece la serrata per il primo di febbraio. E saranno chiuse anche le stazioni di servizio, per 10 giorni non consecutivi: le principali sigle sindacali dei benzinai parlano di 7-10 giorni, le cui date sono ancora da definire; Figisc Confcommercio e' stata la prima a minacciare7 giorni di serrata, ma e' pronta a revocarli, mentre Faib e Fegica hanno per il momento confermato i loro 10 giorni di agitazione da effettuare in pacchetti di tre giorni consecutivi al massimo. Proclamano 7 giorni di sciopero anche gli avvocati: i primi due saranno il 23 e il 24 febbraio, glialtri a marzo a cavallo del loro congresso straordinario, convocato per il 9 e il 10 marzo. I legali stanno roganizzando anche sit-in davanti al Parlamento e a Palazzo Chigi. Si annuncia anche lo sciopero dei notai.
Diverse le ragioni delle varie categorie. Mentre i tir protestano contro il prezzo di gasolio e ticket autostradali, i tassisti sono decisi a fermare la liberalizzazione del loro settore che porterebbe ad una crescita del numero di licenze e consentirebbe, a loro avviso, ad alcuni soggetti di cumulare le autorizzazioni creando così una sorta di holding del taxi. I ferrovieri si asterranno dal lavoro per protesta contro la sospensione del contratto collettivo e la perdita di potere d'acquisto dei loro stipendi. I gestori di stazioni di servizio non sono compatti tra loro: c'è anche chi vede di buon occhio la decisione del governo di creare i distributori multimarche, chi sciopera è naturalmente contro questa proposta. Federfarma rifiuta la prospettiva di un aumento dell'attuale numero fino a un massimo di 7.000 esercizi in piu', dicendosi favorevole a nuove aperture pari ad un massimo del 10% del totale delle farmacie esistenti.

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