GIOIA TAURO (RC) - Giuseppe Simonetta come tanti meridionali non trovando lavoro ha deciso di lasciare la sua terra: Gioia Tauro, la tanto amata terra di Calabria, per cercare fortuna al Nord Italia. A Genova l'idraulico calabrese ha avuto l'opportunità di portare avanti la sua famiglia, fatta da 2 figli di 20 e 9 anni, e la sua professione appresa dal suo maestro Saverio Lombardo gioiese doc. Oggi Simonetta, 45 anni, abita nella zona di Marassi del capoluogo ligure ed ha una piccola ditta che conduce da solo. Simonetta è riuscito a conquistare da Gioia Tauro nel Reggino la città di Genova. Oltre che per la sua grande professionalità, Simonetta è salito alla ribalta delle cronache per una sua invenzione alquanto geniale di cui stanno parlando i quotidiani locali e nazionali tra cui "Il Secolo XIX" e "La Repubblica" nonché le emittenti tv da Tele Genova a Rai3 Liguria. Dal suo ingegno è nato quello che lui ha ribattezzato il recuperatore di calore per piani di cottura, brevetto regolarmente depositato presso la Camera di Commercio di Genova nel Luglio del 2009, dopo la presentazione della pratica da parte dell'Ing. Luigi Carassale dell'Università di Genova. "Pensavo a questo progetto da parecchio tempo - racconta - poi mi sono concentrato, ho fatto varie prove e ho concepito il risultato". Il recuperatore di calore è una struttura in acciaio inox che viene applicata sui piani di cottura. Ogni tubazione della struttura contiene acqua. Quando si accendono i fornelli per cucinare, l'acciaio si scalda insieme alle pentole con il cibo e, conseguentemente, sale la temperatura dell'acqua interna. "Questa va a finire in un apposito accumulatore, normalmente della portata di cento litri, e da qui - spiega Simonetta - l'acqua può essere immessa in un circuito che termina nella caldaia o nella lavastoviglie". E qui c'è il risparmio energetico: perché l'acqua è già a una temperatura di almeno 45/50 gradi, quindi sia caldaia che lavapiatti impiegano molto meno tempo e molta meno corrente elettrica per portarla a temperature superiori. "Se basta l'acqua a 50 gradi - dice Simonetta - addirittura la caldaia non parte neppure, quindi ci si può facilmente immaginare il risparmio". Il recuperatore di calore è stato pensato soprattutto per i ristoranti, "dove i fornelli stanno accesi per diverse ore, quindi l'acqua si può riscaldare bene e a lungo, e dove si utilizza la lavapiatti a ciclo continuo". Il primo a puntare sull'invenzione di Simonetta è stato Francesco Oppedisano, gestore del Bar, Pizzeria e Ristorante Diana di Via Lagustena 107 rosso nel quartiere di San Martino a Genova. Anche l'Unione Europea inizia a interessarsi, e ha offerto a Simonetta la possibilità di registrare il suo brevetto a livello internazionale. Lui non nasconde la sua emozione: "Sono molto contento. Ora spero solo che arrivino altre richieste. Poi valuterò. Dico solo che di questi tempi, in cui il termine "risparmio energetico" è all'ordine del giorno, tutto questo interesse mi fa un gran piacere. E, nel mio piccolo, mi auguro di aver un po' contribuito alla causa". Nell'intervista in esclusiva che ha concesso a laprimapagina.it (nella foto) ricorda con grande affetto Saverio Lombardo, il suo maestro. Oltre all'idraulica tradizionale, si è specializzato nel condizionamento e nei pannelli solari, anche grazie ad appositi corsi. "Ma la vera aspirazione - dice - è sempre stata quella di inventare qualcosa che potesse migliorare la vita delle persone. Ci ho provato con il "recuperatore" di calore. Ma non mi fermo qui...". In questi giorni Giuseppe Simonetta è nella sua natia Gioia Tauro dove è festeggiato con tutti gli onori del caso.
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