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Fraco Neri: cosa sarebbe l'Italia senza la Calabria?

ReggioCalabria News - Eventi Reggio Calabria
Scritto da Il Fatto Online   
Giovedì 21 Gennaio 2010 13:03
«La Calabria? È tutto per me. È la mia linfa vitale. Mi dà la forza di andare avanti, proprio come fa l'insulina con un diabetico». Ironizza così (ma forse questa volta c'è ben poco d'ironico nelle sue parole) il noto comico quarantasettenne Franco Neri, calabrese trapiantato a Torino, che alcuni anni fa riuscì a scalare la vetta del successo, dopo essersi fatto notare dal pubblico di «Zelig»  con quel «Franco, oh Franco!», un tormentone che ancora risuona nelle nostre orecchie. Poi, non si sa come, arrivò ad inventarsi anche un'esilarante gag sul «peperoncino di Soverato» e la cittadina ionica del versante catanzarese divenne ben presto famosa, più per questo piccantissimo ortaggio che per il suo splendido mare. Quando s'intrattiene con la Stampa, però, il comico Franco Neri, dietro le quinte di un suo spettacolo,  riesce a trasformarsi in un «serissimo calabrese», «pacato» e  quasi malinconico. Il suo linguaggio diventa - per così dire - forbito, cerca di trovare nelle parole l'eleganza della forma e, a torto, di abbandonare persino il suo marcato accento calabrese. Poi però ci rinuncia, ricordando (simpaticamente) che a perdere l'accento della propria terra - come disse una volta Leonardo Sciascia - sono solo i minch...«No, lo dico seriamente: senza la Calabria, forse non sarei mai riuscito a diventare quello che sono. Amo troppo la mia regione anche quando trovo il modo di ironizzarci sopra. Spesso ci torno per cercare di trovare qualche ispirazione, qualcosa che possa contribuire ad esaltarla in maniera splendida, perché l'immagine della Calabria non è quella che molti in Italia vorrebbero ritagliarci addosso. Mi dà ai nervi però quando vengo qui e mi accorgo che una cosa non funziona, quell'altra non funziona... e allora dico: "Mizzica, ma come è possibile!". Dopodiché mi tranquillizzo, pensando che prima o poi molte cose anche qui cambieranno in meglio. Questa terra, non dimentichiamolo, è stata culla di antica civiltà. Quando qui c'era la Magna Grecia, al Nord cosa c'era?». «Già!, cosa c'era?», gli facciamo eco noi. «Il regno dei barbari!», ribatte lui. «Non lo dico io, lo dice la storia. Eppure al nord molti s'illudono di essere chissacchì. Cosa sarebbe stata l'Italia, oggi, senza la Calabria e senza l'intero meridione? Persino il nome deriva da quell'Italo, re degli Enotri, che al tempo dei greci regnava da queste parti». «Le origini, le radici, sono fondamentali. Sono fiero di essere calabrese. La Calabria, lo sappiamo tutti, non è soltanto quella che spesso si sente in televisione. Solo che a fare notizia, spesso sono più i fatti negativi che quelli buoni. Bisognerebbe incominciare a curare di più l'immagine di questa terra, ricca di cultura, di gente ospitale, altruista e affettuosa. Prima che la mia famiglia si trasferisse al Nord, ricordo che abitavo in un paesino, e quando andavo a giocare mi sentivo sempre controllato da qualche parente. E per di più non mancava mai la persona, che non conoscevi, che ti fermava e ti diceva: “Dove stai andando? Vai a casa ch'è tardi!”. A Milano o a Torino non conosci neanche il vicino di pianerottolo, perché lì si vive così freneticamente che non si ha il tempo neppure di sapere chi abita a due metri da te». Sembrerebbe questa, dunque, la vera Calabria di Franco Neri. Una terra che non rappresenta soltanto la sua insolita «musa ispiratrice» capace d'indurlo a creare comicità sui vizi e sulle virtù dei calabresi. Lui lavora, sì,  con le battute che i corregionali gli offrono ma dentro di sé dimostra di avere tanti bei ricordi di questa terra (che non sente di aver mai abbandonato), tante belle cose da raccontare, e - perché no - anche qualche «soluzione», qualche buona idea  per farla conoscere meglio nel mondo. «Tutti nella mia famiglia, pur vivendo ormai da anni al nord, non ci siamo mai staccati dai nostri prodotti tipici: la soppressata, la ‘nduja, il capicollo, il caciocavallo affumicato, le provole, il peperoncino, l'olio, il vino e altro. Ai colleghi del nord dico spesso: se  parliamo di gastronomia, state tutti zitti e muti ché quella calabrese è la più ricca e genuina del mondo! A volte mi viene in mente quand’ero bambino e il pane veniva fatto in casa. Aveva un profumo che non si trovava e tutt’ora non si trova da nessuna parte. Ancora oggi il pane che facciamo casereccio dura 15 giorni... Al Nord invece lo compri di mattina e la sera lo devi grattare, perché è già secco».
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Franco Neri: cosa sarebbe l'Italia senza la Calabria?

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Scritto da Il Fatto Online   
Giovedì 21 Gennaio 2010 13:03
«La Calabria? È tutto per me. È la mia linfa vitale. Mi dà la forza di andare avanti, proprio come fa l'insulina con un diabetico». Ironizza così (ma forse questa volta c'è ben poco d'ironico nelle sue parole) il noto comico quarantasettenne Franco Neri, calabrese trapiantato a Torino, che alcuni anni fa riuscì a scalare la vetta del successo, dopo essersi fatto notare dal pubblico di «Zelig»  con quel «Franco, oh Franco!», un tormentone che ancora risuona nelle nostre orecchie. Poi, non si sa come, arrivò ad inventarsi anche un'esilarante gag sul «peperoncino di Soverato» e la cittadina ionica del versante catanzarese divenne ben presto famosa, più per questo piccantissimo ortaggio che per il suo splendido mare. Quando s'intrattiene con la Stampa, però, il comico Franco Neri, dietro le quinte di un suo spettacolo,  riesce a trasformarsi in un «serissimo calabrese», «pacato» e  quasi malinconico. Il suo linguaggio diventa - per così dire - forbito, cerca di trovare nelle parole l'eleganza della forma e, a torto, di abbandonare persino il suo marcato accento calabrese. Poi però ci rinuncia, ricordando (simpaticamente) che a perdere l'accento della propria terra - come disse una volta Leonardo Sciascia - sono solo i minch...«No, lo dico seriamente: senza la Calabria, forse non sarei mai riuscito a diventare quello che sono. Amo troppo la mia regione anche quando trovo il modo di ironizzarci sopra. Spesso ci torno per cercare di trovare qualche ispirazione, qualcosa che possa contribuire ad esaltarla in maniera splendida, perché l'immagine della Calabria non è quella che molti in Italia vorrebbero ritagliarci addosso. Mi dà ai nervi però quando vengo qui e mi accorgo che una cosa non funziona, quell'altra non funziona... e allora dico: "Mizzica, ma come è possibile!". Dopodiché mi tranquillizzo, pensando che prima o poi molte cose anche qui cambieranno in meglio. Questa terra, non dimentichiamolo, è stata culla di antica civiltà. Quando qui c'era la Magna Grecia, al Nord cosa c'era?». «Già!, cosa c'era?», gli facciamo eco noi. «Il regno dei barbari!», ribatte lui. «Non lo dico io, lo dice la storia. Eppure al nord molti s'illudono di essere chissacchì. Cosa sarebbe stata l'Italia, oggi, senza la Calabria e senza l'intero meridione? Persino il nome deriva da quell'Italo, re degli Enotri, che al tempo dei greci regnava da queste parti». «Le origini, le radici, sono fondamentali. Sono fiero di essere calabrese. La Calabria, lo sappiamo tutti, non è soltanto quella che spesso si sente in televisione. Solo che a fare notizia, spesso sono più i fatti negativi che quelli buoni. Bisognerebbe incominciare a curare di più l'immagine di questa terra, ricca di cultura, di gente ospitale, altruista e affettuosa. Prima che la mia famiglia si trasferisse al Nord, ricordo che abitavo in un paesino, e quando andavo a giocare mi sentivo sempre controllato da qualche parente. E per di più non mancava mai la persona, che non conoscevi, che ti fermava e ti diceva: “Dove stai andando? Vai a casa ch'è tardi!”. A Milano o a Torino non conosci neanche il vicino di pianerottolo, perché lì si vive così freneticamente che non si ha il tempo neppure di sapere chi abita a due metri da te». Sembrerebbe questa, dunque, la vera Calabria di Franco Neri. Una terra che non rappresenta soltanto la sua insolita «musa ispiratrice» capace d'indurlo a creare comicità sui vizi e sulle virtù dei calabresi. Lui lavora, sì,  con le battute che i corregionali gli offrono ma dentro di sé dimostra di avere tanti bei ricordi di questa terra (che non sente di aver mai abbandonato), tante belle cose da raccontare, e - perché no - anche qualche «soluzione», qualche buona idea  per farla conoscere meglio nel mondo. «Tutti nella mia famiglia, pur vivendo ormai da anni al nord, non ci siamo mai staccati dai nostri prodotti tipici: la soppressata, la ‘nduja, il capicollo, il caciocavallo affumicato, le provole, il peperoncino, l'olio, il vino e altro. Ai colleghi del nord dico spesso: se  parliamo di gastronomia, state tutti zitti e muti ché quella calabrese è la più ricca e genuina del mondo! A volte mi viene in mente quand’ero bambino e il pane veniva fatto in casa. Aveva un profumo che non si trovava e tutt’ora non si trova da nessuna parte. Ancora oggi il pane che facciamo casereccio dura 15 giorni... Al Nord invece lo compri di mattina e la sera lo devi grattare, perché è già secco».
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Cimino (NA) sulle vicende relative al porto di Catanzaro

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Scritto da Il Fatto Online   
Mercoledì 20 Gennaio 2010 20:41
CATANZARO - Testo integrale della dichiarazione diramata dal capogruppo di Nuova Alleanza, Franco Cimino :
"Non ci mancava che questa nella lunga e tormentata vicenda del porto: l’indagine della Procura sull’impiego corretto dei materiali di costruzione del manufatto.  E, poi, siamo a posto, il quadro è completo.  Sul porto di Catanzaro è avvenuto di tutto, dall’inganno politico al fallimento della prima ditta appaltatrice; dalle promesse elettorali alla mancata vigilanza sui lavori; dal  ritardo nella riassegnazione dell’appalto all’ulteriore ritardo nella conclusione dei lavori del primo lotto; dalla propaganda sul fantomatico nuovo progetto  al mancato funzionamento  dello stesso; dalla distrazione della Regione che  finanzia altri porti in Calabria, al mancato inserimento della strutture portuale nel programma di finanziamenti dei porti nel Meridione da parte del Governo nazionale, quello di Prodi: con Di Pietro, e quello di Berlusconi con Matteoli, entrambi Ministro alle infrastrutture. Insomma, su quello che da cinquant’anni doveva diventare il volano di sviluppo del Capoluogo, si è abbattuta ogni forma di tempesta. Le mareggiate distruttive non centrano. L’inchiesta in atto potrebbe dimostrare che il mare “arrabbiato” distrugge più facilmente le armature leggere, come tutte quelle realizzate con materiali scadenti e ingannevoli. I cittadini catanzaresi confidano nell’operato della Magistratura ed esortano la Procura ad andare avanti il più speditamente possibile nell’accertamento della verità. Personalmente auspico e chiedo che l’indagine giudiziaria, non blocchi i lavori in corso. Un nuovo rallentamento potrebbe compromettere, direi quasi chiudere, la speranza, unitamente al progetto, di veder realizzato il porto di Catanzaro. Addirittura, l’Amministrazione  comunale potrebbe approfittare dell’attuale difficile situazione, e dell’utile iniziativa giudiziaria,  per richiamare la dovuta attenzione di quanti, Governo regionale e Governo nazionale, hanno il dovere di garantire che in tempi rapidi il porto finalmente venga interamente completato".
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Reggio Calabria, FilmFest: Bob Geldof, Max Gazzè e Morgan

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Scritto da Il Fatto Online   
Mercoledì 20 Gennaio 2010 19:33
REGGIO CALABRIA - Bob Geldof torna in Italia con la sua musica e sceglie per questa sua unica tappa il Festival del Cinema di Reggio Calabria, il 5 febbraio. Conosciuto in tutto il mondo anche e soprattutto per il suo impegno a favore della lotta contro la fame e le malattie in Africa, con la sua pr…
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Venosa, in mostra Carlo Massimo Franchi

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Scritto da Il Fatto Online   
Mercoledì 20 Gennaio 2010 19:30
C.-M.-Franchi-La-partenzaVENOSA (PZ) - Si inaugura sabato 23 gennaio, presso la “Galleria 25” di Venosa, la mostra personale dell’artista Carlo Massimo Franchi, con una selezione di opere tratte dall’antologica intitolata “Le aggregazioni”. Ancora un importante nome nell’ambito della pittura contemporanea nazionale viene os…
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Galleria 25, in mostra Carlo Massimo Franchi

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Scritto da Il Fatto Online   
Mercoledì 20 Gennaio 2010 19:30
VENOSA (PZ) - Si inaugura sabato 23 gennaio, presso la “Galleria 25” di Venosa, la mostra personale dell’artista Carlo Massimo Franchi, con una selezione di opere tratte dall’antologica intitolata “Le aggregazioni”. Ancora un importante nome nell’ambito della pittura contemporanea nazionale viene ospitato, dunque, nello spazio espositivo della città di Orazio. Il vernissage della mostra avrà inizio alle ore 19.00 e si svolgerà nelle affascinanti sale della galleria, immersi nelle trame e nei colori delle opere di Carlo Massimo Franchi, tra l’atteso “Aperitivo con l’artista” e conversazioni dedicate all’arte alla presenza dell’autore stesso. Franchi, nativo di Pavia e novarese di adozione, si è da tempo imposto all’attenzione del pubblico nazionale e internazionale, attraverso una serie di personali nelle più prestigiose città del mondo, per la tipicità dei soggetti rappresentati – donne sensuali, ammiccanti, misteriose, appartenenti a una terra mediterranea dalle tinte forti, accese, passionali –, ma recentemente anche per l’originalità dei supporti utilizzati: preziosi tessuti quali sete, damaschi, velluti, che amplificano il senso plastico delle opere. Questa particolare caratteristica lega le opere di Franchi al design e alla moda e ben si abbina all’eleganza del suo tratto, facendo della sua pittura un unicum a livello mondiale.Allievo e grande ammiratore di Salvatore Fiume, Franchi è tra i pittori più raffinati nello studio dell’universo femminile, dove varca l’intimità emozionale personale per approdare ai concetti di bellezza universali propri dell’arte. Il suo percorso artistico inizia negli anni ’80 con opere di stampo figurativo, dalle quali poi si discosta, inclinando verso uno stile informale, nel quale le immagini appaiono “imbrigliate" in griglie monocromatiche, coinvolgendo lo spettatore nel “gioco della ricostruzione" e non solo in quello della mera fascinazione femminile. “Aggregazioni” è il termine che l’artista utilizza per definire queste composizioni, che hanno la capacità di assemblare le emozioni più diverse e di restituirle alla visione del fruitore e dell’osservatore, allo scopo di creare sinergie tra le persone protagoniste nella nostra società e di metterle in comunicazione fra di loro, abbattendo così le barriere sociali. Franchi è, dunque, attento e coinvolto dalla realtà del proprio tempo, da cui attinge per esprimerne, con il suo fare artistico, le tensioni sociali, morali, spirituali in continuo divenire.Attraverso le opere informali – e perciò metafisiche – Franchi si è dedicato anche all’indagine del processo evolutivo dell'acqua, simbolo di fertilità e principio di vita che penetra tutte le cose della natura. E ancora una volta il tema prescelto è un rimando al fattore femminile, a sottolinearne la fecondità – la donna, come l’acqua, è generatrice di vita –, ma può essere anche assimilato all'intuizione primigenia dell'artista, che feconda e stimola la sua creatività.L’esposizione delle opere di Carlo Massimo Franchi resterà aperta fino al prossimo 12 febbraio e sarà visitabile tutti i giorni dalle ore 17.00 alle 21.00 e la domenica mattina dalle 11.00 alle 13.00.
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Biblioteca De Nobili ospita Giuliana Loiodice e Aroldi Tieri

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Scritto da Il Fatto Online   
Mercoledì 20 Gennaio 2010 18:03
giuliana-loiodiceCATANZARO - Sabato 23 gennaio alle ore 18,00 presso la biblioteca comunale F. De Nobili”, nell’ambito delle attività culturali proposte dall’Assessore Antonio Argiro, L’Amministrazione Comunale del Comune Capoluogo, ha l’onore ed il piacere di ospitare, Giuliana Loiodice, attrice che ha contribuito,…
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Biblioteca De Nobili ospita Giuliana Loiodice e Aroldo Tieri

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Scritto da Il Fatto Online   
Mercoledì 20 Gennaio 2010 18:03
giuliana-loiodiceCATANZARO - Sabato 23 gennaio alle ore 18,00 presso la biblioteca comunale F. De Nobili”, nell’ambito delle attività culturali proposte dall’Assessore Antonio Argiro, L’Amministrazione Comunale del Comune Capoluogo, ha l’onore ed il piacere di ospitare, Giuliana Loiodice, attrice che ha contribuito,…
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Bernardina Agresta, le fiabe tornano nella letteratura

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Scritto da Il Fatto Online   
Mercoledì 20 Gennaio 2010 17:31
unannofuoridaltempoMONTEPAONE LIDO (CZ) - Le favole - ed è un fatto decisamente positivo - stanno ritornando, a quanto sembra, nel circuito della letteratura per i più giovani, per quanti amano e vorrebbero che la fantasia sia un utile contrasto ad una quotidianità dalle sfumature sempre più, purtroppo, ancorate alla …
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Teatro Rendano, stagione prosa. Spettacolo di Erri De Luca

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Scritto da Il Fatto Online   
Mercoledì 20 Gennaio 2010 17:15
teatrorendanoCOSENZA - Dopo la poetica spensieratezza del clown Larible, la Stagione di Prosa del teatro “A. Rendano” affronta un testo importante ed impegnativo, uscito dalla penna di Erri De Luca, scrittore napoletano, autore di libri di narrativa oltre che di testi teatrali e poetici di grande successo. Morso…
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