
ALTOMONTE (CS) - Il beffardo Marchese del grillo rivive sul palco del Festival Euromediterraneo di Altomonte.  Tutto esaurito, ieri sera, nell’anfiteatro cittadino per il quarto appuntamento della VI edizione curata dal direttore artistico, Enrico Provenzano. In scena, la brillante commedia musicale protagonisti i maestri dell’avanspettacolo Carlo Croccolo (l’indimenticabile spalla e doppiatore di Totò!) e il celebre attore teatrale Enzo Garinei (anche i suoi inizi cinematografici sono legati a un film del Principe della risata “Totò le Mokòâ€). Un grande successo per uno spettacolo che ripropone la grande tradizione della commedia musicale alla Garinei e Giovannini. Lunghi applausi a scena parte per il mattatore Carlo Croccolo, nei panni dell’irriverente Marchese del Grillo e per Enzo Garinei che interpreta “un frivolo†maestro di corte: “Torno con piacere ad Altomonte- dichiara Garinei- qui ho portato diversi spettacoli di successo. Amo questo borgo, le sue viuzze e questo anfiteatro. Una splendida e suggestiva location dove mi attende ogni volta un pubblico calorosoâ€. “L’ultimo testamento del Marchese del Grilloâ€, scritta da Mario Scaletta e Melania Fiore su musiche del maestro Federico Capranica e regia di Gigi Palla con un cast di eccezione, vede in scena: Carlo Croccolo, Enzo Garinei, Toni Fornari, Stefano Ambrogi e Annalisa Favetti, Pietro Romano, Serena D'Ercole, Melania Fiore e Vincenzo de Luca, oltre al corpo di ballo composto da sette ballerini su coreografie di Evelyn Hanack, costruite nell'originalissima scenografia di Andrea Bianchi, colorate dai costumi di Graziella Pera e dal disegno luci di Marco Palmieri. Anche da morto, Onofrio del Grillo (sul grande schermo ad interpretarlo fu il grande Alberto Sordi!) sembra volersi continuare a divertire, riuscendo a tenere sotto scacco la piccola cerchia dei nobili parenti, quella degli eredi diretti che aspirano alle ricchezze dell'asse ma che girano a vuoto per mancanza di efficaci iniziative. Sono esponenti esemplari della nobiltà papalina della Roma del tempo che fu, una nobiltà in crisi, ipocrita, avida, arrivista, arroccata sui propri privilegi, "scettica nel fondo, superstiziosa nella esteriorità religiosa, frivola, tentennante tra le vecchie tradizioni papali e le nuove aspirazioni rivoluzionarie, fra le inveterate usanze feudali e le nuove idee liberali", come ce la descrive Raffaele Giovagnoli, lo scrittore tardo ottocentesco che più di altri ha contribuito a restituirci la figura di questo personaggio da lui definito "l'ultimo e più stravagante dei feudatari romani". Una commedia che intende aggiungere un tassello originale al grande monumento della tradizione romana così come viene ricordato il Marchese del Grillo, con la sua storia, un personaggio  tra leggenda e realtà .