www.meteoweb.it - E’ lo scaldalo del clima: il ’Climagate’ è iniziato la scorsa settimana quando, giovedì notte, centinaia di email interne del Centro di ricerche sul clima (Cru) dell’Università dell’East Anglia in Inghilterra sono finite su internet, leggibili a tutti, dopo l’attacco di un pirata informatico.
Proprio mentre i grandi del mondo stanno cercando di trovare un accordo in vista del meeting di Copenhagen, vengono messe in dubbio tutte le basi da cui dovrebbero scaturire determinate scelte politiche ed economiche di fondamentale importanza per il futuro.
Si tratta di oltre mille email e 3.500 documenti di varia natura sulla climatologia e sui cambiamenti climatici che alcuni scienziati di questo centro di ricerca hanno condiviso tra il 1996 e giovedì scorso.
Il contenuto di questi messaggi è clamoroso: gli scienziati in questione si scambiano pareri e informazioni su come censurare alcuni dati meteorologici ed esaltarne altri, filtrando le notizie e decidendo cosa rendere di dominio pubblico. All’interno del centro Studi venivano ingigantiti tutti i dati tesi a rapportare le attività umane all’aumento delle temperature, mentre erano cestinati i dati che facevano pensare ai cambiamenti climatici come naturali cicli assolutamente normali. All’interno del centro di ricerca veniva utilizzato il programma di elaborazione dati ’Hadcrut3’, il cui codice è sempre rimasto misterioso.
Phil Jones, direttore del Climatic reaserch Unit, in una di queste email scrive che è stato utilizzato “il trucchetto di Mann per nascondere il declino delle temperature dal 1981 ad oggi” e Kevin Trenberth, ricercatore presso l’NCAR scrive che “non possiamo spiegare l’assenza di riscaldamento negli ultimi anni, è una finzione che non possiamo permetterci”.


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