
Atene - Non c'é accordo in Grecia sulle riforme che chiede l'Europa in cambio della concessione di nuovi aiuti. Al termine di otto ore di riunione tra governo e partiti, non si riesce a superare l'impasse sul nuovo rigore che la troika Ue-Bce-Fmi chiede ad Atene in cambio dei nuovi aiuti da 130 miliardi di euro. A dividere è soprattutto il nodo pensioni, con i tagli a quelle integrative. Sembra invece cosa fatta la riduzione degli stipendi pubblici del 20%. La speranza è che le istituzioni europee accordino comunque un aiuto al governo di Atene. Il premier Lucas Papademos spera di risolvere trattando ancora con la troika nella notte, e anche i partiti cercano di superare lo stallo rivedendosi domattina, a poche ore dalla riunione di Bruxelles. Nessuno sembra volersi assumere la responsabilità di "scelte dure che segneranno il futuro della Grecia per i prossimi 50 anni", ha detto il leader dell'estrema destra (Laos) Karatzaferis al termine dell'incontro. Il ministro delle Finanze greco, Evangelos Venizelos ha detto: "Parto per Bruxelles con la speranza che l'Eurogruppo prenderà una decisione positiva in merito al nuovo piano di aiuti".