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Guida pratica all’homo decerebratus

ReggioCalabria News - Appuntamenti Oggi Reggio Calabria
Scritto da Libera Reggio   
Venerdì 22 Luglio 2011 12:28
E se quelli che rimangono fossero sempre i peggiori? Darwinismo capovolto. Elias Canetti Ladies and Gentlemen, Mesdames et Monsieurs, Liberareggine e Liberareggini è arrivata l’estate, il sole splende alto e bollente in cielo e in Terra è il trionfo dei sensi, è il momento in cui tirar fuori il meglio di sé e approfittare dell’apertura della stagione della caccia… Ma cerchiamo di capire bene quale specie di predatore è la più diffusa sul nostro territorio… L’homo decerebratus fa la sua comparsa intorno alla seconda metà del XX secolo e raggiunge l’apice della sua ‘evoluzione’ nel corso del secolo successivo. Tratti distintivi della specie sono: una profonda sicurezza in sé, una buona dose di...



E se quelli che rimangono fossero sempre i peggiori? Darwinismo capovolto.
Elias Canetti

Ladies and Gentlemen, Mesdames et Monsieurs, Liberareggine e Liberareggini è arrivata l’estate, il sole splende alto e bollente in cielo e in Terra è il trionfo dei sensi, è il momento in cui tirar fuori il meglio di sé e approfittare dell’apertura della stagione della caccia… Ma cerchiamo di capire bene quale specie di predatore è la più diffusa sul nostro territorio…

L’homo decerebratus fa la sua comparsa intorno alla seconda metà del XX secolo e raggiunge l’apice della sua ‘evoluzione’ nel corso del secolo successivo. Tratti distintivi della specie sono: una profonda sicurezza in sé, una buona dose di narcisismo, una cura maniacale per il proprio fisico, e un bagaglio genetico la cui elica è costituita da pacchetti di comportamenti evidentemente immodificabili, incomprensibili al genere femminile e piuttosto urticanti, tanto da suscitare le ire delle più veraci meduse del Mediterraneo. La specie, inoltre, è dotata di due neuroni soltanto: il primo, residente nell’emisfero destro del cervello e deputato alla elementare comunicazione gestuale, presenta però difficoltà di comunicazione con il secondo neurone, residente nell’emisfero sinistro e depositario delle presunte restanti facoltà cognitive, il tutto è reso ancor più complicato dalla trasmissione sinaptica che segue lo stesso procedimento delle lampadine degli alberi di Natale: se si fulmina la prima è finita la festa…

L’homo decerebratus, come tutti gli animali a due zampe che hanno superato lo stato larvale, vive di caccia. La razza è più che altro carnivora, raramente predilige un’alimentazione vegetariana, salvo nei casi in cui uno dei due neuroni si interessi di buddismo o abbia puntato una preda che lo faccia, o caso ancor più comune,  può interessarsi di botanica ingerendo le piante attraverso la loro combustione e dopo averle accuratamente avvolte in apposite cartine. All’alimentazione poco varia, si accompagnano delle abitudini normalmente o eccessivamente sane. In tal caso la specie presenta due varianti opposte: potrebbe capitare di imbattersi nell’homo decerebratus palestratus, in cui è maggiormente sviluppato il neurone destro e che presenta dunque una più frequente propensione alla comunicazione gestuale primaria, intervallata a mugugni e monosillabi di approvazione o disapprovazione nei confronti dei soggetti appartenenti alla specie homo erectus, e la cui alimentazione si basa su cibi ricchi di carboidrati e proteine, che ne favoriscono lo sviluppo muscolare a discapito delle funzioni cognitive. L’homo decerebratus palestratus trascorre le sue giornate facendo concorrenza ad un maiale cinese in quanto a capacità di espellere liquidi dal proprio corpo ed in quanto a forza fisica. Le sue conversazioni presentano un lessico ristretto, basico, ridotto all’essenzialità pura. Solitamente approccia le prede esasperando le proprie venosità giugulari, mostrando un sorriso molto poco rassicurante e una camminata da torero (post-corrida). Riconoscerlo non è quindi difficoltoso. La sua pericolosità e persistenza nella memoria della preda è però momentanea. La seconda variante della razza è la più difficile da individuare, nonché la più difficile da gestire. L’homo decerebratus pseudointellettualis ha ormai acquisito le peculiarità fisiche e comportamentali dell’homo erectus, attraverso un complesso e lungo processo di imitazione che lo ha portato ad integrarsi perfettamente o quasi con il resto della popolazione cerebralmente sviluppata. L’homo decerebratus pseudointelletualis si alimenta normalmente, senza grandi distinzioni fra ciò che ingerisce, ha una cultura media, solitamente variegata per poter meglio mistificare la sua vera natura. A partire dall’ultimo ventennio, il suo livello di istruzione si è innalzato, passando dalla conoscenza dell’abbecedario al titolo accademico. La natura flessibile di cui è dotato, gli ha permesso di adattarsi alle varie offerte formative universitarie, invadendo qualunque settore dello scibile. Come un camaleonte, l’homo decerebratus pseudointellettualis, individua le proprie prede studiandone le mosse, modificando subdolamente il proprio aspetto in funzione della malcapitata. Non ha un ‘tipo’ femminile prediletto, qualunque soggetto appartenente al genere femminile che sia dotato di due tette, un culo e due narici per respirare, fa al caso suo. Con fare felino tenta di accaparrarsi le simpatie e la fiducia della femmina, sfoderando un’abile e affascinante ars oratoria, acquisita guardando per ore ore ed ore ed ancora ore ore ed ore Superquark, e un aspetto rassicurante e curato non esageratamente per non confondersi con l’homo gayus, di cui però invidia la costanza e la forza di volontà nella cura del proprio corpo e la familiarità con cui riesce ad ottenere la fiducia del genere femminile. L’homo decerebratus pseudointellettualis pianifica meticolosamente le sue mosse di corteggiamento, vediamo le più diffuse:

  1. ai primi appuntamenti si presenterà puntuale, snocciolando tutte le norme della buona educazione apprese attraverso la difficoltosa lettura dell’agenda di Orietta Berti della nonna, inebriandovi di avventure vissute durante le sue due o tre decadi di vita;
  2. metterà mano al portafogli soddisfacendo ogni vostro desiderio;
  3. organizzerà colazioni, aperitivi, merende, cene  e spuntini stupendovi con la sua inventiva;
  4. riempirà la memoria dei vostri cellulari con sms di buon giorno, buon pranzo, buon pisolino, buona notte rubando le frasi dai biglietti dei Baci Perugina scaduti, rubati a loro volta alla sorella nel giorno di san Valentino di qualche anno prima;
  5. apprezzerà, o meglio farà finta di apprezzare, ogni vostra sillaba;
  6. vi farà sentire bellissime e desideratissime anche se proverete a metterlo alla prova presentandovi sciattissime a qualche appuntamento (con questo genere d’uomo la massima ‘se non mi dice niente per come sono combinata vuol dire che gli piaccio davvero’ non funziona, è più furbo di quel che sembra e ha un alto livello di tolleranza opportunistica…).

Tale comportamento andrà avanti finché non sarà certo della vostra ingenuità, fiducia e assoluta comprensione. A questo punto tenterà l’assalto, programmando uno degli eventi di cui al punto 3 e curandone ogni minimo dettaglio. Nell’esatto momento in cui voi abbasserete la guardia, ormai certe di aver trovato nell’homo decerebratus pseudointellettualis il vostro principe azzurro, questi vi si avventerà addosso fisicamente, avanzando la proposta di uno scambio di natura sessuale per quanto elargitovi nel periodo precedente. Le reazioni di fronte ad un attacco frontale possono essere varie: la preda, accortasi del pericolo imminente, può tentare la fuga dimenticando il più velocemente possibile quanto avvenuto; può accettare la proposta con l’erronea convinzione che se sopravvivrà l’attacco si ripeterà, o può semplicemente dire “No, grazie. Non mi interessa”. Di fronte a tutte e tre le reazioni, il risultato è sempre e comunque uguale: l’homo decerebratus pseudointellettualis, che raggiunga o meno il suo scopo, sparirà il giorno seguente. La fuga della vittima resta sempre la soluzione migliore e quindi la più consigliabile ed auspicabile.
Ma la soluzione più naturale alla coesistenza sullo stesso pianeta con la specie homo decerebratus è la rassegnazione.

Gentil signore, non crediate di poterne cambiare la natura con i vostri modi ragionevoli, chi nasce tondo non può morire quadrato. Rassegnatevi. Il mercato contemporaneo non offre più principi azzurri, se la fortuna vi assiste ciò che il destino vi riserva sarà un principe rosa pallido o verde cacarella e quest’ultimo è la variante cromatica più diffusa!

Parliamoci chiaro, ogni donna che si rispetti almeno una volta nella vita si è imbattuta in un uomo del genere e non c’è niente di cui vergognarsi… siamo fatte così, crediamo nei sogni, nell’Amore e nelle caprette che facevano ciao ad Heidi. Per maggiori informazioni sulle altre varianti di homo decerebratus, chiedete e vi sarà dato! Alla prossima puntata…

Letizia Cuzzola

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