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Il mondo si mobilità per Sakineh

ReggioCalabria News - Appuntamenti Oggi Reggio Calabria
Scritto da Libera Reggio   
Mercoledì 08 Settembre 2010 10:51
Da qualche settimana, tra le varie vicende che giornali e Tg riportano, una in particolar modo sta smuovendo l’opinione piubblica mondiale. E’ il “caso Sakineh”, la donna iraniana di 43 anni accusata di adulterio e di aver preso parte all’omicidio del marito e quindi condannata, secondo le vigenti leggi dell’Iran, alla pena di morte per lapidazione. Temi quali la pena di morte o l’eutanasia sono soliti risvegliare le opinioni pubbliche della quasi totalità del mondo e le cronache sono piene ogni anno di casi del genere e nonostante gli innumerevoli sforzi di milioni di persone per salvare la vita di un condannato piuttosto che di un prigioniero il più delle volte non si riesce a convincere il...



Da qualche settimana, tra le varie vicende che giornali e Tg riportano, una in particolar modo sta smuovendo l’opinione piubblica mondiale.

E’ il “caso Sakineh”, la donna iraniana di 43 anni accusata di adulterio e di aver preso parte all’omicidio del marito e quindi condannata, secondo le vigenti leggi dell’Iran, alla pena di morte per lapidazione.

Temi quali la pena di morte o l’eutanasia sono soliti risvegliare le opinioni pubbliche della quasi totalità del mondo e le cronache sono piene ogni anno di casi del genere e nonostante gli innumerevoli sforzi di milioni di persone per salvare la vita di un condannato piuttosto che di un prigioniero il più delle volte non si riesce a convincere il “boia” di turno, o il suo diretto superiore, che il proseguio di una vita umana non può essere stabilita da un altro essere umano.

Il Caso di Sakineh è solo l’ultimo di una lunga serie. Molti ricorderanno il caso di Aileen Carol Wuornos, la celeberrima prostituta che uccideva gli uomini lungo le highway del Nevada e che ha letteralmente focalizzato l’attenzione dei media per tutto il 2002 fino a condanna avvenuta, o di Allen Lee Davis 53 enne autore di tre delitti e condannato nel 1999 alla sedia elettrica in FLorida.

In tutti questi casi l’opinione pubblica si è sempre mobilitata, a volte riuscendo nel proprio intento a volte no. Per Sakineh Mohamadi Ashtiani le reazioni non sono state differenti. Milioni di petizioni online firmate in e da tutto il mondo, appelli provenienti dalle autorità più influenti della Terra e dalle celebrità più conosciute, richieste da parte di Stati e Governi affinchè questa lapidazione non avvenga. Lo stesso stato italiano ha chiesto più volte che questo scempio venga fermato prima che sia troppo tardi e la portavoce è stata il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna che, oltre a lanciare un’ iniziativa a favore di Sakineh ha fatto anche esporre una gigantografia della donna sulla facciata del ministero di Piazza Colonna.

E’ di ieri la notizia che lo stato iraniano, insensibile a tutte queste azioni e ricieste mondiali, si stia accananendo contro Sakineh mohamadi Ashtiani e che oltre alla lapidazione sia in procinto di punire la condannata con un’ulteriore pena di 99 frustate per indecenza. A denunciarlo è infatti il figlio Sajjad Ghaderzadeh il quale afferma che le autorità iraniane avrebbero usato come pretesto una foto apparsa sul Times che mostrerebbe la donna senza il velo. In realtà la donna in questione altri non era che un attivista Svedese . Sempre il figlio, inoltre, denuncia ai giornali francesi il timore che la madre possa essere condannata proprio in queste ore.

A tal proposito è intervenuto il ministro degli Esteri Frattini che ha annunciato: << Se servisse, non sarei affatto contrario a incontrare il ministro degli Esteri iraniano Mottaki, anche tra pochi giorni a New York, in occasione dell’Assemblea generale dell’Onu>>.

Ma mentre il mondo continua a mobilitarsi in Iran la gente continua ad essere uccisa. Infatti giusto ieri 5 persone sono state impiccate nel carcere di Evin con l’accusa di aver commesso atti “antirivoluzionari”. I 5 curdi attivisti del PKK secondo quanto riportato dai media di Teheran, erano stati riconosciuti moharebe, ovvero “persone che agiscono contro Dio”. Sempre dalla capitale Teheran è giunta la notizia che l’agenzia di Stato iraniana Irna, ha condannato l’adesione della squadra di calcio As Roma alla campagna contro la lapidazione di Sakineh: la mossa della squadra di calcio è stata intesa dall’ Irna come una “interferenza” e per tanto ha annunciato un mese di boicottaggio delle notizie sulla squadra di calcio italiana.

Che in Iran non abbiano notizie della’ AS Roma per un mese penso che non freghi a nessuno, con tutto il rispetto per la Roma. Il problema è che purtroppo, come si confà a uno stato dispotico come l’Iran, saremo noi a non aver più notizie della povera Sakineh e del suo imminente destino.

Carmelo Spanti

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Tag: internazionale, iran, lapidazione, medio oriente, pena di morte, sakineh, solidarietà

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