Un fiume in piena di acqua fresca, pubblica e pulita quelle oltre 100.000 persone scese in piazza, a Roma, per difendere l’acqua dallo scempio della sua gestione privata.
Il decreto Ronchi, approvato nel 2009, prevede che le amministrazioni locali siano obbligate a “liberalizzare” la gestione dell’acqua corrente, affidandola ad imprese private. Fino all’approvazione di questa norma le amministrazioni avevano la facoltà di decidere se affidare il servizio idrico ad un privato o gestirlo in proprio, per il bene pubblico generale.
Dobbiamo tralasciare le questioni relative alla cattiva gestione pubblica e il fatto che “liberalizzare” vuol dire tutt’altro rispetto al dare in concessione ad una sola azienda la gestione del servizio – con questo nuovo sistema si crea una serie di micro-monopoli locali, in cui una sola azienda dispone di tutto il bene pubblico e risponde al contratto che firma con l’amministrazione – altrimenti rischiamo di non uscirne più.
L’acqua è il bene più importante della terra, senza il quale ogni forma di vita sarebbe impossibile. Quando l’accesso all’acqua diventa difficoltoso la vita delle persone viene messa sempre più a rischio e questo discorso vale anche sotto l’aspetto economico.
Per combattere tutto questo si è manifestato a Roma ma non solo. Il messaggio dei manifestanti è preciso: ai 2 referendum di giugno votare SI per togliere l’acqua dalle tasche dei privati. Oltre ai due referendum sull’acqua ci sarà anche quello relativo al ritorno al nucleare in Italia. Anche per questo i manifestanti sono scesi in piazza: per ribadire un SI deciso al referendum che chiederà a tutti i cittadini se vogliono bloccare le centrali nucleari nel nostro paese.
La presenza calabrese è stata notevole con l’arrivo di 4 pullman da diverse zone della regione ed era presente anche il Comitato Calabrese per l’acqua pubblica Bruno Arcuri che porta avanti la campagna referendaria nella nostra regione.
Di seguito le immagini dei volti e degli slogan della bella giornata di bene comune.
foto e articolo di Alessio Neri
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