REGGIO CALABRIA – Primi sviluppi agli arresti effettuati stamani a Locri da polizia e carabinieri a carico di una trentina di persone. Una serie di infiltrazioni della cosca Cordi' di Locri, infatti, emergerebbero nell'aggiudicazione di appalti pubblici banditi da enti locali, quali il Comune o l'ex Asl 9 di Locri, e sono state accertate dagli investigatori che stamani hanno eseguito 25 ordinanze di custodia cautelare. Le infiltrazioni, secondo quanto si è appreso, avvenivano sia mediante il taglieggiamento della ditta aggiudicataria, sia attraverso l'aggiudicazione diretta o in sub-appalto dei lavori commissionati a ditte direttamente riconducibili agli appartenenti alla cosca. Da questo punto di vista, gli investigatori ritengono di particolare rilevanza i riscontri acquisiti alle dichiarazioni del collaboratore Domenico Novella. Dalle indagini di carabinieri e polizia è anche emerso che i vertici della cosca, sia quelli che sono considerati i capi storici, Antonio e Vincenzo Cordì, che i loro figli, hanno continuato a fare parte integrante della stessa, in posizione apicale e con funzioni decisionali, durante il periodo di carcerazione e nonostante la sottoposizione anche al regime carcerario previsto dall'41 bis, riuscendo comunque, tramite colloqui e scambi di lettere, a mandare messaggi all'esterno, a beneficio dei soggetti rimasti sul territorio.

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