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Informazione ed ecomafie: Claudio Cordova presenta Terra venduta a Roma

ReggioCalabria News - Appuntamenti Oggi Reggio Calabria
Scritto da Libera Reggio   
Martedì 08 Marzo 2011 11:12
“Nessuno deve sapere quello che accade mentre Claudio ha parlato di un tema di cui non si deve parlare”. A pronunciare queste parole è il giudice Ferdinando Imposimato, Presidente onorario della Corte di Cassazione, riferendosi al giovane giornalista reggino Claudio Cordova e al suo libro “Terra venduta” durante la presentazione del libro a Roma, il 25 febbraio presso il Caffè Letterario in via Ostiense. La presentazione del libro di Claudio, di cui abbiamo scritto anche una recensione, è stata la giusta occasione per portare nella capitale alcune tematiche calabresi di caratura nazionale e internazionale legate ai casi di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi che Cordova ha brillantemente riportato e descritto nel suo...



“Nessuno deve sapere quello che accade mentre Claudio ha parlato di un tema di cui non si deve parlare”.

A pronunciare queste parole è il giudice Ferdinando Imposimato, Presidente onorario della Corte di Cassazione, riferendosi al giovane giornalista reggino Claudio Cordova e al suo libro “Terra venduta” durante la presentazione del libro a Roma, il 25 febbraio presso il Caffè Letterario in via Ostiense.

La presentazione del libro di Claudio, di cui abbiamo scritto anche una recensione, è stata la giusta occasione per portare nella capitale alcune tematiche calabresi di caratura nazionale e internazionale legate ai casi di smaltimento illegale di rifiuti pericolosi che Cordova ha brillantemente riportato e descritto nel suo libro.

Oltre al giudice Imposimato e a Claudio Cordova ha partecipato all’incontro anche il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli a sottolineare quanto il tema delle ecomafie debba essere fondamentale nella formulazione delle proposte politiche di chi sostene la difesa dell’ambiente come linea d’azione generale di un partito. A dire la verità troppo spesso, e anche in questo caso a mio parere, il rappresentante politico di turno non riesce ad andare oltre generiche dichiarazioni sulla “legalità ambientale”, sul senso delle leggi e, sull’ormai atavico, problema del berlusconismo; quest’ultimo ormai capro espiatorio di ogni tipo di mancanza d’argomenti.

In un ambiente molto ricercato, come il Caffè Letterario, non stracolmo (anche perchè Roma alle 18.00 circa è ancora in pieno trambusto), ad aprire l’incontro è stato il Presidente Imposimato, che ha anche firmato la prefazione al volume, tessendo le lodi di Terra venduta e del suo autore perchè si tratta di un: “Libro ben documentato che deriva da una ricerca difficile e approfondita condotta attraverso lo studio di documenti e interviste”.

Il giudice non ha esitato a sottolineare come il suo impegno giuridico contro i reati ambientali sia anche frutto di una condizione personale. Imposimato, infatti, dichiara di aver contratto l’Epatite proprio a causa dell’inquinamento dei territori dove è nato e vissuto: la provincia di Caserta.

“Il lavoro di Claudio è importante dal punto di vista della memoria”, ha dichiarato Angelo Bonelli che ha posto l’accento anche su quanto il codice penale sia inadeguato nell’affrontare le ecomafie. Per spiegare il proprio punto di vista, il presidente dei Verdi ha fatto il paragone delle pene per i reati ambientali contro quelli legati al traffico di droga sostenendo che la punizione in giudizio debba essere simile per entrambi questi ambiti criminali.

Un importante accenno è stato fatto alla questione del ritorno del nucleare in Italia scelta che Bonelli non può che considerare scellerata. Forse, però, lo è ancora di più l’approvazione nel decreto Milleproroghe, da parte del governo, della sospensione delle demolizioni degli edifici abusivi (ecomostri di varia entità) che, sostiene Bonelli, è una vera e propria vittoria della criminalità organizzata.

A questo punto l’attenzione del moderatore dell’incontro si è spostata su Claudio con la classicissima domanda sul “Com’è fare il giornalista in Calabria? Cosa vuol dire?”.

Ho sempre l’impressione che questa domanda sia figlia di numerosi pregiudizi  – anche se alcuni sono basati su realtà di fatto – che inducono la curiosità dell’interlocutore del giornalista reggino non a chiedere cosa ha “scoperto” con il suo lavoro, quanto cosa questo comporti nella propria vita personale e sociale. Questo è un aspetto interessante del lavoro di un giovane giornalista in un territorio difficile ma non dovrebbe nascondere quanto di concreto questi, con il suo lavoro, ha prodotto, ovvero un bel libro d’inchiesta di caratura nazionale.

La risposta di Claudio alla domanda è stata non banale. Ricordando i tanti giornalisti calabresi minacciati e il principio per cui “si fa presto a passare da giornalisti a sbirri” per qualcuno, l’aver scritto Terra Venduta è una dimostrazione di come il giornalismo possa portare il suo contributo positivo per la sua terra facendo, così, proprio il modus-vivendi spesso dichiarato da Paolo Borsellino.

Per fortuna c’è ancora il tempo di parlare approfonditamente dei temi scottanti trattati in Terra Venduta. Così Claudio inizia il suo racconto a partire dagli arbori di questo progetto d’inchiesta che doveva essere dedicato solo al tema delle “navi dei veleni” ma che poi si è esteso a situazioni come quella delle Black Mountains di Crotone o dell’inchiesta Leucopetra a Lazzaro per non parlare della drammatica analisi sui presunti effetti che lo smaltimento illegale di rifiuti pericolosi sta portando nella cittadinanza che vive il territorio calabrese.

Il racconto dell’autore intreccia legami tra alcune vicende e personaggi della storia recente morti in condizioni misteriose come Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, il Capitano Natale De Grazia. Claudio parla anche ad uno strano personaggio legato ai servizi segreti italiani, Giorgio Comerio.

L’incontro si è poi chiuso con le parole del giudice Imposimato, il quale senza mezzi termini sostiene che il contesto politico e legislativo è favorevole per i crimini ambientali e che dunque stiamo vivendo un clima difficile per la democrazia. Quindi: “Bisogna fare informazione e opposizione anche con i social network e con tutti gli altri mezzi che abbiamo a disposizione”.

articolo e foto di Alessio Neri

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