Ieri abbiamo vissuto in tutto il paese le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia ricordando quel lontanissimo 17 marzo 1861 in cui il re piemontese Vittorio Emanuele II venne proclamato re dell’Italia unita.
Non è il momento di scendere nei dettagli delle polemiche tra meridionalisti latifondisti, briganti moderni, italiani orgogliosi. In ogni caso siamo tutti persone che quando comunicano usano una stessa lingua e che sono stati colonizzati da un’unica istituzione ecclesiale. Questo dovrebbe farci riflettere sulle cose che abbiamo veramente in comune tra nord e sud.
Tra queste non c’è la ferrovia Napoli-Portici di cui, onestamente, ormai non ci frega più niente dato che non siamo neanche in grado (noi meridionali intendo) di batterci la terra per fare un viottolo di campagna mentre i settentrionali non sono in grado di progettare grandi infrastrutture senza l’ingegno dei meridionali che hanno studiato, senza il sudore dei meridionali che credono nel lavoro e senza i soldi delle mafie che si trovano sparse, a vario titolo, in tutto il territorio nazionale e in tutti i contesti economici più importanti.
Sabato scorso, una settimana fa, a Roma si è manifestato in favore della Costituzione repubblicana. Già, proprio quella che i meridionali avrebbero rifiutato tramite referendum in favore della vile e ignobile monarchia sabauda poco più di 60 anni fa. Forse questa carta è la cosa che davvero ci unisce più di tutti, anche se ancora tra i monti meridionali ci sono nuovi briganti che sembrano far finta che questa non esista e che l’istruzione, la sanità e l’assistenza pubblica, garantiti per tutti, siano cose inesistenti (spesso perchè noi meridionali non siamo in grado di gestirle).
In difesa di tutto ciò settentrionali, centrali e meridionali (mi è sembrato di vedere anche qualche terzino..) si sono mobilitati e si mobilitano da tempo contro un governo che vuole calpestare i dettami principali della vera unità d’Italia.
Di seguito il reportage fotografico della manifestazione a cura di Stefano Costantino.
Alessio Neri
foto di Stefano Costantino

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