Siete mai stati nel deserto? Magari come clandestini in Libia?
Avete mai visitato Bengasi? O siete mai stati fermati da un poliziotto libico che vi ha chiesto del denaro per lasciarvi continuare nel vostro tragitto? A Zakaria è successo nel suo lungo viaggio da Mogadiscio all’Italia e ce lo racconta in questa terza parte della sua intervista.
La Libia è un paese dalle mille e più contraddizioni. Il suo “Leader maximo” ci appare come un dittatore senza scrupoli che riceve i suoi colleghi in un tendone nel mezzo del deserto, mentre più di 30 anni fa il Colonnello Gheddafi ha coniato il nome ufficiale del paese che è “Grande Libia Popolare e Socialista”, la cui forma di governo ha preso il nome di un neologismo coniato dal Colonnello “Jamahiriya”, ovvero “Repubblica delle Masse”.
Nella “filosofia” Gheddafiana per “masse” si intendeva il popolo africano, nella pratica queste masse non prevedono diseredati o altri africani costretti ad emigrare dal proprio paese in cerca di una vita serena e vivibile.
Zakaria è stato uno di questi..
Se vi aspettate frasi fatte e tragedie senza fine come vi ha abituato la televisione, sappiate già da subito che qui non ne troverete. Ognuno tragga la propria interpretazione di quanto sentirà. Questa non è un’inchiesta e non è una ricerca di chissà che genere; questa è una chiacchierata tra due ragazzi riguardo fatti ed eventi vissuti che sono davvero in pochi a conoscere e ad immaginare qui in Italia: fatti ed eventi- è bene rendersene conto – che a livello aggregato influenzano fortemente le vicende di attualità e culturali che il nostro paese sta vivendo. Ma una chiacchierata è uno scambio di idee, curiosità e conoscenze. Quanto vedrete in questo video e nei prossimi sarà proprio questo.
Alessio Neri
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Tag: bengasi, corruzione, deserto, immigrazione, intervista, libia, polizia, profugo, tripoli

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