Siderno - Prosegue la nostra rubrica dedicata agli artisti che hanno visto i natali in terra di Locride ma hanno espresso il loro talento in tutta Italia. Riproponiamo oggi la figura di Giovambattista Circosta, pittore e scultore della cui straordinaria carriera artistica abbiamo ampiamente discusso sul supplemento cartaceo If Magazine.
Giovambattista Circosta nasce a Gioiosa Jonica (RC) il 2 gennaio 1964. Dopo aver conseguito il Diploma presso il Liceo Artistico di Siderno (RC), frequenta dal 1983 al 1986 il corso di scultura all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, partecipando, nel 1986, all’Expo Arte di Bari, quarta rassegna Nazionale delle Accademie delle Belle Arti, ottenendo il premio speciale della scultura. In seguito il suo interesse si sposta anche alla pittura, alla grafica pubblicitaria, alla progettazione di arredamenti sia da interno sia esterno, allo studio e realizzazione di sculture funzionali e complementi per l’arredamento. Nel 2008 è stato selezionato in occasione della mostra: L’arte come “diletto”, (5-30 luglio, Monzuno (BO)), promossa da Emil Banca e curata da Monica Miretti; i due anni successivi lo vedono impegnato nella concretizzazione di scenografie per il cortometraggio “Fuori tempo massimo” di Alberto Gatto, dove compare la sua opera “Piccolo Infinito”. Partecipa a numerose manifestazioni nazionali e internazionali, e vogliamo citare, tra le sue ultime, la personale alla Galleria del Circolo Artistico di Bologna, nelle giornate dal 15 al 27 maggio 2010, e al Borgo Incantato di Placanica, edizione 2011, con le sue opere esposte in una sala del Castello della stessa cittadina. Incantevole è il suo commento all’opera “La perla dell’Infinito” (2009, 50,5 x 126 x 17 cm, tecnica mista su legno), che qui di seguito riportiamo: “Eccomi, la perla dell’infinito. Beh, ora non mi si potrebbe definire proprio così, ma tanto tempo fa ero un piccolo tesoro incastonato nell’universo. Secoli, ere, millenni, tanto lavoro e una grande fatica sono stati necessari per creare l’equilibrio perfetto; nelle mie membra ho scolpito il tempo, la storia, la vita e quel soffio di energia che mi ha aiutato a formarmi e che tuttora mi sostiene. Poi, con il passare degli anni, l’ospite delle mie membra ha cominciato ad abusare di me defraudandomi di ogni risorsa, insensibile alla mia sofferenza e inconsapevole della distruzione dei miei equilibri, quegli equilibri vitali di cui egli stesso si nutre. Io, indifesa, ho sempre fatto l’impossibile per reagire: e adesso, di quel piccolo tesoro, rimane solo il suo piccolo forziere…”

Immagine di apertura: Giovambattista Circosta posa accanto ad una delle sue opere più belle, La porta dell'universo. Immagine di fondo: un ingrandimento della precedente.

Twitter
Digg
Del.icio.us
Reddit
TechNotizie
Tuttoblog
Fai
SegnaloItalia
Facebook
Wikio
Diggita
Notizieflash
OKnotizie
Segnalo