MAMMOLA - Nonostante la pioggia, caduta copiosa all’inizio della mattinata, i cortei dei pellegrini che hanno animato il XVIII° Cammino nazionale della Confederazione delle Confraternite delle Diocesi d’Italia, si sono messi in religioso cammino per le strade del centro storico di Orvieto. Tra le 8.000 persone che hanno partecipato all’annuale testimonianza di preghiera e di fede, c’erano le due congreghe di Mammola con i rispettivi priori Domenico Bruzzese e Nicodemo Barranca che hanno percorso le vie orvietane per convergere al cospetto del Santissimo Sacramento esposto all’adorazione e al reliquiario del Corporale. L’appuntamento si è rivelato significativo anche per il gesto di solidarietà che le Confraternite d’Italia hanno avuto verso le popolazioni dell’Abruzzo colpite dal sisma: un contributo economico è stato, infatti, consegnato alla Confraternita di Onna anch’essa presente ad Orvieto con la propria testimonianza di dolore e di speranza per ricominciare. Le Confraternite del Santissimo Rosario e della Santissima Annunziata di Mammola, hanno sentito potenti ed urgenti nel loro spirito i motivi di questo loro religioso Cammino; non saremmo altrimenti arrivati cosi lontano, come ci dichiara il Primo Assistente Roberto Barillaro da noi intervistato al rientro a Mammola che così si è così espresso:” Ragioni del tutto speciali ci hanno spinti ad uscire dall'ambito consueto e ristretto in cui si svolge la vita di una piccola, ma ardente, comunità parrocchiale come quella Mammolese guidata dall’encomiabile guida spirituale Don Alfredo Valenti. Ci siamo fatti volentieri pellegrini alla volta dell’imponente Cattedrale di Orvieto, in un'esuberanza di fede e di fervore che vuole rompere il silenzio misterioso, che circonda l'Eucaristia, e vuole tributarle un trionfo, che trabocca dalle pareti delle Chiese, per riversarsi nelle vie delle città e infondere in tutta la comunità umana il senso e la gioia della presenza di Cristo, silenzioso e vivo. Siamo tornati dalla due giorni orvietana, ha sincerato il Primo Assistente Roberto Barillaro, consci che occorre coltivare la fede, l'adesione semplice e amorosa alla Parola, che ci annuncia il mistero eucaristico; e questa adesione esige una nostra rieducazione a pensare con impegno e coerenza che i nostri vecchi, più poveri di noi nella cultura ma più schietti e più fiduciosi nella Verità che viene da Dio, la esercitavano, anch'essi certo con fatica e con merito, ma più facilmente di noi. Siamo ritornati da XVIII° Cammino delle Confraternite delle Diocesi d’Italia con un'intenzione speciale, che mai ci deve abbandonare: quella di pregare per la pace del mondo, di cui l'Eucaristia è pegno e conforto”.

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