Come ampiamente annunciato anche qui su LiberaReggio, ma in quasi tutti i sondaggi e nelle testate locali e nazionali, Giuseppe Scopelliti è il nuovo governatore della Regione Calabria.
Innanzitutto, però, bisogna mettere i puntini sulle “i”, dicendo che il vero vincitore delle elezioni è stata la strafottenza, la nausea e l’astensionismo. Una percentuale di votanti del 59% circa non può in ogni caso rappresentare una maggioranza totale dei calabresi liberi. L’ astensione non è mai un buon modo per rappresentare il proprio dissenso, ma qui non si parla di astensionismo anarchico contro l’ingresso nel sistema legalitario. Non è colpevolizzabile chi dopo decenni di scandali, arresti, tangenti e indagini, si sia proprio disinnamorato di questo modo di fare politica. Il tanto agognato rinnovamento non c’è stato e i vantaggi son sempre stati per i pochi eletti o amici degli amici, senza alcuna rappresentanza effettiva del cittadino; quindi non riesco proprio a biasimare chi davvero non ha voluto dare preferenze agli uni dagli altri, quando poi seduti su quello scranno fanno tutti lo stesso gioco di potere.
Confidenzialmente, ma neanche troppo, a Reggio Calabria tutti lo chiamano Peppe, nè sindaco, nè governatore, semplicemente col suo nomignolo. Ha abbattuto il candidato del centrosinistra Loiero, con circa 25 punti percentuali di distacco, non gli ha lasciato neanche le briciole: oltre il 57% di voti, rispetto al 32% di Loiero e la sorpresa Callipo che ha raggiunto il 10%.
Il sindaco più amato d’Italia ha vinto in tutte le province calabresi, anche a Catanzaro, roccaforte del presidente uscente. Già nel primo pomeriggio, con una percentuale di sezioni scrutinate inferiori al 10% era lapalissiana la vittoria del centrodestra. Sotto la segreteria politica del neo governatore, sul Corso Garibaldi di Reggio, iniziavano ad arrivare a centinaia le persone a festeggiare davanti al maxischermo allestito per i risultati in tempo reale, sventolando bandiere e stappando bottiglie, fino all’arrivo di Scopelliti e del pullman addobbato a festa per il consueto carosello per il centro.
Continua dunque a gonfie vele la carriera politica del giovane delfino finiano, fortemente voluto dalla destra nazionale e che deve mantenere le aspettative e le promesse alla città, essendo il primo presidente della giunta regionale di Reggio Calabria.
Quando c’è una vittoria così ampia, le analisi politiche da fare sono davvero poche, salvo che analizzare da parte del centrosinistra l’ennesima batosta subita.
Il centrosinistra esce distrutto, un ammasso di “vecchi” politici, ormai più attaccati alla poltrona che all’ideologia di partito. Il centrosinistra a Reggio Calabria ha preso il 20,48%, soprattutto grazie all’importante risultato della Federazione della Sinistra, che nella nostra città ha superato il 7%; contro una maggioranza bulgara pidiellinna di oltre il 72%. Si salvano in extermis Bova, con circa 8700 voti e Battaglia che supera i 9700 voti, mentre resta fuori l’assessore uscente Naccari Carlizzi. In regione vanno inoltre Guccione, Adamo, Censore e Principe, tutti con una media di circa 8000, 8500 voti. Risultato storico per la Federazione della Sinistra, che conferma al consiglio regionale il reggino Nino De Gaetano, con oltre 8700 voti, ma che perde l’altro big, l’assessore uscente Tripodi, che ha comunque confermato le ultime positive tendenze delle Europee dello scorso anno, conquistando oltre 5400 voti, dando così un grosso contributo al FdS per superare lo sbarramento con un miracoloso 4,04%. Buon risultato, ma che comunque non garantisce nessun seggio, come per Slega la Calabria di Greco e Certosimo, che raggiunge il 2% e SeL con Vendola che, con circa 38 mila voti, non supera di pochissimo lo sbarramento.
Callipo e le liste che lo appoggiavano ottengono un buon 10%, merito soprattutto dell’IDV che con oltre 55 mila voti totali ottiene 3 seggi, mentre restano fuori dal consiglio lo stesso Callipo e la lista Bonino – Pannella, in quanto diviene consigliere il migliore candidato presidente perdente, dunque Loiero.
Diviene superfluo anche valutare il risultato del centrosinistra con l’eventuale unione con Callipo e IDV e UDC (che ha invece sostenuto Scopelliti), che non avrebbero ottenuto più del 47- 48%. Politicamente è stato un errore di Callipo e Loiero non trovare una soluzione per unire la coalizione, soprattutto l’europarlamentare De Magistris (principale accusatore di Loiero nel procedimento Why not) ha boicottato in ogni modo l’eventuale alleanza.
Non si può sminuire in alcun modo la vittoria del centrodestra, qui non c’erano ne i grillini che hanno fatto perdere le elezioni al centrosinistra in Piemonte, ne la Lega che permetteva con la sua politica radicata nel territorio di riprendersi il Veneto. Bisogna però dire che con una coalizione più compatta, con programmi seri e senza l’ormai “bruciato” Loiero, si poteva ottenere sicuramente un risultato migliore e non far vincere con irrisoria facilità i rivali.
Bisognerà osservare la coerenza e i prossimi passi di Callipo. Voci, subito smentite, parlano addirittura di un avvicinamento del re del tonno alla corrente finiana de PdL. Mentre l’Idv continua ad aumentare consensi nel centrosinistra, ma cosa farà quando non ci sarà più Berlusconi come unico target di tutti gli attacchi?
Le battaglie più avvincenti, voto a voto, si sono verificate all’interno del centrodestra stesso, dove vi sono risultati davvero clamorosi, con volti vecchi e new entry. La composizione del consiglio è ormai definitiva, ma bisogna ancora valutare gli altri eventuali inserimenti dei non eletti, che entreranno in un secondo momento dopo la nomina dei vari assessori. Il Popolo della Libertà si conferma primo partito con il 26 %, ma in lieve flessione in Calabria, come nel resto d’Italia, dove vola la Lega fin alle porte romane.
Il fascino Scopellitiano ha registrato il boom con il listino del presidente “Io Sto con Scopelliti” che ha raggiunto quasi il 10% con l’exploit dei reggini Bilardi, con oltre 8000 voti, e Imbalzano con 4700 voti. Come detto cifre record vengono raggiunte dalla lista del Popolo delle Libertà non solo a Reggio, visti i 14300 voti irragiungibili del cosentino Gentile.
Il record cittadino, che risulta essere anche il terzo più votato in Calabria, spetta all’assessore comunale Caridi del PdL, che con oltre 11200 voti si candida ad un posto da assessore anche in regione. Grosso boom anche per Santi Zappalà, sindaco di Bagnara Calabra, che nella zona tirrenica fa incetta di voti, raggiungendo quota 11078 preferenze. Prendono il seggio anche i reggini Alessandro Nicolò, Luigi Fedele e Giovanni Nucera del Pdl, tutti intorno agli 8000 voti.
Adesso vi sono tutte le prospettive per un governo regionale di grossa maggioranza, fortemente voluto dal popolo, che dovrà mettere da parte le continue campagne elettorali e le beghe interne, far risorgere e rimettere in sesto una regione allo sbando, non soltanto per colpa della passata legislatura, ma a causa degli ultimi 30 anni di malapolitica bipartisan. Lasciamo perdere il potere reggino o gli uffici regionali a Reggio Calabria.
Diviene addirittura tragicomico sentire parlare, nell’euforia post elettorale, di ritorno a Reggio del capoluogo, da parte di pochi folli esaltati, che non hanno minimamente idea della complessità amministrativa e politica di un cambio di capoluogo. Ora le luci dei riflettori diminuiranno ma non si spegneranno, quindi auguro a questo governo di fare ciò che davvero la gente ha bisogno, non vip in giro per le città, giochi e sagre di paese, ma attivarsi per le aziende che sono sull’orlo del fallimento e della chiusura, per i giovani che emigrano per un posto di lavoro e per combattere realmente e concretamente la mafia, contro il clientelismo e il malaffare!
Gimes
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Tag: calabria, callipo, elezioni, loiero, pdl, reggio, regionali, scopelliti
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