"Segreteria di Stato: Illustrissimo Cardinal Tarcisio Bertone, a titolo personale mi permetto indirizzarle questa lettera aperta che prego sua Eminenza consegnare a mani al nostro Santissimo Padre Benedetto XVI. A nome dei cinquantamila soldati dell’Esercito di truppa che pregio di rappresentare quale membro nazionale del Co.Ce.R, Esercito “Organo centrale della rappresentanza militare”
Santo Padre Benedetto XVI
DOPO AVER SCRITTO ED INCONTRATO POLITICI DI TUTTI GLI SCHIERAMENTI, SOLLECITATO GLI ORGANI DI STAMPA, A TITOLO PERSONALE MI RIVOLGO A LEI AFFINCHE’ I MIEI COLLEGHI POSSANO RICEVERE UNA SUA PARTICOLARE BENEDIZIONE E POSSA INTERCEDERE A FAVORE DI ESSI. Ascoltata la sua ultima predica inerente l’inquinamento dei mass-media, l’informazione manipolata e i programmi diseducativi che promettono felicità e facile successo, sono stato spinto a sottoporre alla Sua attenzione le problematiche di un settore che quegli stessi mass-media trascurano: i soldati che per la propria Patria sacrificano la vita, nel mantenimento della pace e della democrazia nel mondo.Ogni qualvolta un mio collega, in particolare del ruolo truppa che io rappresento, viene barbaramente ucciso, l’Italia piange, e i politici tutti non mancano di apparire ai funerali e mostrare vicinanza umana e spirituale: subito dopo però, puntualmente, si dimenticano dei tagli del 40% alla difesa, andando ad intaccare gli equipaggiamenti, l’addestrmamento professionale, utili a salvare le vite e salvare la propria vita.Tagli che potrebbero causare una cospicua riduzione al personale, con oltre 23 mila giovani di età compresa tra i venticinque e i trenta anni che rischiano di essere disoccupati. E’ giustizia e moralità il fatto che dopo le promesse di un futuro nelle forze armate, dopo aver rischiato la propria vita per il paese, dopo che alcuni di loro da precari sono morti, altri sono ammalati per l’uranio impoverito, persone con una famiglia a carico e bisogni quotidiani da affrontare siano estromessi dal proprio ambito lavorativo? E cosa potrebbero poi fare, dopo questa nefasta ipotesi?Per sconforto e per necessità, coltivando pensieri cattivi, alcuni di essi li vedo arruolati nell’esercito del male delle mafie organizzate, allo stesso modo in cui è successo nella Russia post-sovietica.Ai tanti operai che percepiscono salari miseri si aggiungono i volontari in servizio permanente percettori di uno stipendio tra i più bassi d’Europa; ma di loro non ci si ricorda mai.Mi auguro che lei Santità possa, con il Suo buon cuore, pronunziare una parola di conforto a favore dei professionisti dell’Esercito ovvero i volontari di truppa in servizio permanente e volontari di truppa in ferma provvisoria.Siamo angeli che nessuno considera e protegge; possa questo gregge di Dio essere tutelato e salvato dal proprio Pastore.
Un umile servitore delle istituzioni, Girolamo Foti"

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