
MAMMOLA – Non si fa attendere la risposta del sindaco Antonio Longo in merito alla delicata tematica sui possibili rifiuti tossici nel territorio di Mammola. Il consiglio comunale di lunedì a Mammola a tenuto fino a tarda ora in apprensione i consiglieri e i cittadini presenti, pressanti le richieste ai molti chiarimenti del consigliere di minoranza Nensi Spatari, altrettanto incisivo l’intervento del sindaco Longo con un esauriente intervento che di seguito è riportato nei punti più importanti. Il primo cittadino ha particolarmente sottolineato la necessità di monitorare il territorio montano Mammolese, che da anni è appunto indicato come possibile ricettore di rifiuti tossici o nocivi, rilevando il fatto che vanno bene le indagini giudiziarie per colpire gli eventuali responsabili , ma che urgono analisi approfondite per fugare ogni dubbio sulla presenza di situazioni critiche inerenti l’ambiente: dall’acqua delle sorgenti, alle fiumare, e alle terre. Come, giustamente, l’interrogante Nensi Spatari, fa rilevare che negl’anni ci è stato un susseguirsi di voci circa la presenza di rifiuti tossici o radio attivi sul territorio di Mammola. Voci che risalgono al periodo della realizzazione di importanti opere infrastrutturali, che hanno interessatoli nostro territorio ed in esse vengono indicate alcune strutture come possibili seppellitori rifiuti tossici o radio attivi con particolare riferimento ai piloni della trasversale Jonio –Tirreno; alle cave Scrisà e palazzi sulla Limina per lo sbarramento della diga sul Metramo in comune di Galatro; ad invasi dei laghetti collinari di vacca - Martelle in territorio di Canalo, di Marzanello di Mammola e di piani Menta nel comune di Grotteria. Oggi spunta il nome della località Pettotondo, segnalata alla commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite del ciclo dei rifiuti da una associazione ambientalista della cui serietà non è dato di dubitare. Il sindaco inoltre aggiunge: "A noi preme avere prestissimo delle rassicurazioni in relazione alla saluta dei cittadini. Proprio per questo ci siamo subito mobilitati per avere elementi di valutazione sia nella direzione dell’associazione ambientalista che presso altri organi, chiedendo attraverso una missiva l’intervento delle autorità preposte al monitoraggio ambientale ed in primis dell’analisi specifiche delle acque, sapendo che già da tempo tali indagini sono in corso con particolare attenzione verso gli acquedotti e le fiumare della nostra comunità. Il primo cittadino inoltre afferma: "Senso di responsabilità esige prudenza, evitare il facile allarmismo. Da cui diffusione potrebbe arrecare un danno irreparabile alla nostra già debole economia che ha fatto delle risorse ambientali (Acqua, Boschi, e Pascoli). Il volano del proprio sviluppo. E’ il caso di ricordare che l’acqua defluente dalle nostre montagne costituisce la particolarità della produzione dello stocco di Mammola che ha determinato lo svilupparsi della offerta enogastronomia; che il sottobosco rappresenta il referente naturale per la raccolta dei funghi intorno al quale è nata qualche azienda di conservazione; e che i pascoli montani costituiscono la tipicità del nostro “Caprino della Limina” con la conseguente produzione, prevalentemente, della nota ricotta affumicata. Vorrei ,inoltre, fare osservare che nessuna modifica genetica sugli animali o sull’uomo si è verificata in questi anni in seno alla nostra comunità. E rispetto alle “morti sospette”, in mancanza di un preciso quadro statistico – epidemiologico, esse stesse non sembrano peculiarità di una singola realtà, in quanto ogni realtà territoriale manifesta preoccupazione per il crescere di casi di tale fenomeno”.