Verdetto definitivo sulla questione del possibile inquinamento del litorale di Montebello Jonico. Nei giorni scorsi era sorta una lieve preoccupazione in seno ai cittadini e dei turisti di Saline Joniche circa la possibile infezione marina che aveva portato al ritrovamento di circa un quintale di pesce morto sulle spiagge. Era subito scattato il relativo allarme per appurare la reale provenienza del pesce che, tuttavia, sin dal primo momento, aveva fatto pensare a materiale scaricato da qualche peschereccio.
Sono intervenuti gli esperti del settore dell’ARPACAL che hanno fatto i rilievi del caso per cercare di appurare le cause che avevano portato alla moria dei pesci in questione. Dopo accurati prelievi ed i primi risultati, sono arrivati ulteriori esami che pongono definitivamente la parola fine a questa vicenda che ha creato inutili allarmismi.
“Si trasmettono gli esiti dei campionamenti effettuati dal personale dell’Asp, Azienda Sanitaria Provinciale, nei pressi del Molo di sopraflutto del Porto di Saline Joniche – si dichiara in una nota - e del litorale antistante il Lido dei Gelsomini nei pressi della Capitaneria di Porto”.
Un documento arrivato nei giorni scorsi presso il comune di Montebello Jonico che dichiarano che “dalla lettura dei suddetti esisti si desume in maniera inequivocabile che la moria di pesci non era dovuta ad inquinamento batteriologico delle acque di balneazione, né riconducibile a problematiche bio tossicologiche”. Infatti, anche dopo i primi accertamenti si era appurato che i pesci presentavano la tipica rigidità della morte naturale e sui loro “corpi” non erano presenti infezioni o lacerazioni varie.
“Pertanto si è nella condizione di affermare con certezza quanto ipotizzato dal personale intervenuto sul posto, - afferma il veterinario direttore dell’Area “B” Salvatore Bruno - il che aveva già escluso che il pescato in questione era stato oggetto di pesca con l’ausilio di materiale esplodente dopo effettuato un esame autoptico, e che quindi il pescato in questione è stato abbandonato in mare da parte di qualche peschereccio in transito e/o impegnato in operazioni di scarico abusivo di prodotti ittici”.
Si conclude, quindi, definitivamente una vicenda che tra falsi allarmi ed ulteriori smentite, rischiava di mettere in soggezione la popolazione che annualmente affolla il litorale jonico nel periodo estivo.
Francesco Iriti

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