
BOTRICELLO (CZ) - Italo Saladino non c’è più. Ci ha lasciato a 77 anni, dopo una vita vissuta tra studi e ricerche, con particolare riferimento alle proprietà curative del bergamotto. Nato Palazzi (Rc) nel 1933, dopo la maturità classica aveva conseguito la laurea in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Pavia nel 1960 ove era rimasto fino al 1967 come assistente volontario. Si era poi specializzato in malattie infettive ed emopatologia. Per un significativo periodo di tempo aveva quindi diretto il Laboratorio di Analisi dell'Ospedale Civile di Sicilia per poi approdare all'Istituto di Virologia Oncologica dell'Ospedale Cutugno di Napoli, diretto da Giulio Tarro con il quale intraprese una specifica ricerca scientifica sul cancro. Ma la sua notorietà è legata al bergamotto e di conseguenza al Bergarital. Saladino ha studiato e verificato la capacità anti-herpetica del prodotto, testandola in vitro e ottentendo l'inibizione dell'RNA recante trascrizione del DNA virale ed in definitiva inibendo la replicazione del virus. Successivamente ha testato l'attività antinfiammatoria e cicatrizzante e ha osservato una notevole accelerazione dei processi di riparazione dei danni cellulari in seguito ad esposizione delle cellule a danni lesivi. Ulteriori test sulle proprietà antisettiche del Bergarital hanno poi dimostrato una efficacia superiore ad altri prodotti usati per combattere alcuni ceppi di streptococco, stafilococco, klebsiella, coliformi e pseudomonas con inibizione della crescita batterica su terreni selettivi. L’efficacia del Bergarital è stata infine verificata in odontoiatria nella terapia delle gengiviti e parandotosi di 1° e 2° grado nonché come antiplacca e nella prevenzione dell'alitosi associata a tali patologie“Con Italo Saladino – sottolinea Aldo Viscomi, presidente dell’associazione “Calabria Mondo” di Botricello – scompare un maestro, un amico, un padre, ed è giusto rendergli omaggio per i risultati a cui è pervenuto nel corso della sua lunga carriera di medico e ricercatore, perché dedicò gran parte della vita agli studi del bergamotto, creando un prodotto dalle capacità altamente curative di cui tutti oggi possono beneficiarne e impegnando enormi risorse umane ed economiche senza mai trarne un effettivo utile per sé. Un galantuomo d’altri tempi che ci mancherà davvero tanto”.