
Governava nel piccolo con la picciotteria e nel grande con i boss

(Apcom) – Al comune di Condofuri in Calabria la ‘ndrangheta avrebbe voluto candidare un sindaco, e poi ha dovuto limitarsi a un “prestanome” per un “assessorato strategico, quello ai lavori pubblici”. E’ il retroscena dell’indagine che ha portato in carcere oltre 20 persone, ricostruita dal procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Giuseppe Pignatone. “Le indagini – ha spiegato il capo della procura reggina – hanno seguito la laboriosa attività che ha portato alle elezioni del 2009. La cosca avrebbe voluto candidare un suo uomo alla carica di sindaco, ma non ha potuto farlo. Allora si è concentrata su un prestanome, l’infermiere Filippo Rodà che poi otterrà un assessorato strategico, quello ai lavori pubblici. L’ultimo filone d’indagine si concentra sul sequestro di un impresa edile a Concetto Bruno Candito, arrestato per associazione mafiosa. L’azienda gli viene tolta per violazioni edilizie. Dalle intercettazioni si evince come Candito voglia riappropriarsene a tutti i costi arrivando a minacciare amministratori e pubblici ufficiali per fare in modo che i beni non venissero messi all’asta. “Io il bene me lo posso ricomprare a nome di un amico – diceva – ma se si presenta uno scemo e se lo aggiudica, poi io che devo fare, lo devo ammazzare?” “Anche questa operazione – prosegue Pignatone – testimonia la proficua collaborazione tra forze dell’ordine. L’attività si è concentrata su Condofuri, piccolo comune di 5 mila abitanti, ma già oggetto di numerose indagini”. Cosi ha definito l’operazione che questa mattina ha portato in carcere oltre 20 persone ritenute affiliate alla cosca che opera nella zona a sud della provincia reggina. “Nei diversi filoni d’indagine abbiamo potuto fare luce sui vari aspetti della cosca che, in piccolo, – ha aggiunto Pignatone – riproduceva perfettamente le grosse organizzazioni di ‘ndrangheta. Dai riti d’affiliazione dei giovani nel locale, alla commissione di attentati intimidatori (a volte per estorsione, altre per contrasti interni alla cosca)”.
Archiviato in:News Tagged: 'ndrangheta, Calabria, Condofuri, Giovanni Pecora, Pignatone, Rete per la Calabria


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