Reggio Calabria Notizie Ultime news a portata di Click
Ruotolo e l'ambiguità di quel 'tutti' sapevano

Giovedì 24 Maggio 2012

Chi di spada ferisce di spada perisce. Su tutti i giornali di oggi c’è un nuovo ‘mostro’ in...

Leggi tutto...
Bombe bugiarde

Giovedì 24 Maggio 2012

Con le tre bombole di Brindisi è esplosa anche l’Italia delle banalità, in una reazione a catena...

Leggi tutto...
Anticorruzione rigorosa per onorare la memoria di Falcone e Borsellino

Mercoledì 23 Maggio 2012

Finalmente il tanto sospirato e necessario provvedimento sull'anticorruzione arriverà in Aula, lunedì 28 p.v. Era...

Leggi tutto...
Nasce il Comitato di Quartiere Moschetta, prima seduta del Consiglio Direttivo

Mercoledì 23 Maggio 2012

Locri - In data 18 maggio 2012 alle ore 19.00, è stata convocata la prima seduta del Consiglio Direttivo del Comitato...

Leggi tutto...
Metafora palermitana

Mercoledì 23 Maggio 2012

Tutti guardano Parma, ma è a Palermo che la crisi istituzionale e politica segna l’approssimarsi...

Leggi tutto...

“…notizia è l’anagramma del mio nome…â€. Suggestioni, imposizioni e marketing della musica

ReggioCalabria News - Appuntamenti Oggi Reggio Calabria
Scritto da Libera Reggio   
Lunedì 21 Settembre 2009 14:47

Non siamo liberi di scegliere, anche nelle frivolezze.

Lo dico sempre in ogni mio intervento, sia su Liberareggio sia su qualsiasi altro spazio che mi da l’opportunità di esprimere i miei punti di vista.

Parliamo di musica ad esempio.

Dagli anni ormai lontani della mia adolescenza mi interrogo continuamente su quelle che siano le dinamiche che decretano il successo di una canzone, di un artista o di un disco, e sebbene il mio approccio all’analisi del problema sia parzialmente condizionato e forse non del tutto obiettivo, ad alcune conclusioni ci sono giunto, e devo ammettere che non si tratta di scoperte importanti, né di deduzioni frutto di una capacità intellettiva superiore.

Prima di tutto bisogna premettere che non esiste una sola risposta alla domanda “perché un brano diventa famoso?â€.

Un primo aspetto è la classica distinzione tra “convinzione†e “condizioneâ€, cioè tra il “potrei ma non voglio†e il “vorrei ma non possoâ€. Vi starete chiedendo di cosa diavolo io stia parlando e cosa c’entri la musica con tutto questo: ora tenterò di spiegarvelo.

Nell’ultimo periodo le radio suonano in maniera insistente e a volte fastidiosa la canzone di Tiziano Ferro all’interno della quale, per la precisione nella prima strofa, un verso recita “…notizia è l’anagramma del mio nome…â€.

1Decine di blog riportano mari di commenti di ragazzine (e non solo) esterefatte e innamorate della genialità di questa frase che, in effetti, se confrontata con l’assoluta piatta ordinarietà del resto dei testi pop, risulta abbastanza inconsueta.

Tiziano Ferro si fece notare qualche anno fa grazie ad una serie di singoli dichiaratamente (o comunque evidentemente) ispirati ad un certo filone di cantanti in bilico tra r’n’b e pop americani (primo tra tutti R. Kelly), riscuotendo immediatamente un certo successo che poi andò crescendo nel tempo, man mano che la sua faccia e la sua immagine diventarono familiari per il pubblico italiano. Radio, televisioni, giornali…una grossa casa discografica capace e decisa ad investire sull’artista, un momento favorevole in cui quel genere musicale d’oltreoceano andava davvero forte. E poi la sua faccia da bravo ragazzo, la sua sobrietà ed i suoi capelli che rievocano immagini d’altri tempi.

Personalmente non amo la voce di Tiziano Ferro, anche se per onestà intellettuale e come discreto conoscitore del canto moderno, non potrei non ammettere che è dotato di un’ottima tecnica.

Ma per un semplice fatto di gusto, i suoi brani non suscitano in me alcun tipo di emozione, forse per l’eccessiva enfasi che mette nel suo modo di usare la voce, e per tutto l’artificio che i tecnici del suono adoperano per renderla ancora più accattivante…per il grande pubblico, quello che ascolta la musica nel cellulare o nella radiolina.

Dunque sia lui, sia chi su di lui ha deciso di investire e rischiare, hanno saputo gestire in maniera eccellente il personaggio Tiziano Ferro, ma con ciò non intendo dire che questo basti a giustificare un grande successo. Lui è una bravo musicista e sa scrivere le canzoni, per lui e per le varie Giusy Ferreri, ma che cosa ne sa la stragrande maggioranza della gente comune di tutti quegli artisti che cantano il suo stesso genere anche meglio di lui? Alex Baroni era superiore artisticamente? E chi conosce il cantante soul Al Castellana?

Ecco dove entra in gioco il “vorrei ma non possoâ€, “potrei ma non voglioâ€, possibilità o condizione.

Nella mia “libera†ricerca musicale ho sempre mantenuto la mia autonomia senza farmi intrappolare dalla menzogna che ci dice “la musica famosa è l’unica musica bellaâ€. Espressione molto elementare ma altrettanto emblematica nella sua triste veridicità.

Esistono in Italia, lontani dalle tv e dalle radio, decine e decine di artisti talentuosi che potrebbero percorrere la medesima strada di quelli più esposti, ma che per scelta personale e artistica preferiscono preservare un certo tipo di qualità, di pubblico e di immagine, puntando molto sulle sette note e molto meno sulla popolarità costruita a tavolino. In pratica il caso dei potrei ma non voglio.

Ne esistono altrettanti invece che ci provano, ci provano in tutti i modi ma non riescono ad avere il successo e la visibilità di quei cantanti che nella gran parte dei casi imitano. Allora questo è il caso dei vorrei ma non posso.

Fabrizio De Andrè ha inciso un solco nella musica e nella cultura italiana che pochi di questi fenomeni da tormentone saranno capaci di imprimere, ma nonostante fosse conosciuto da tutti, non cedette mai alle lusinghe della popolarità pop, quella che ha la capacità di distogliere l’attenzione dalle tue canzoni per catalizzarla invece su ciò che il personaggio rappresenta.

2Francesco Guccini scrive canzoni da più di quaranta anni, ed ogni volta genera in chi le ascolta un’emozione inedita, profonda, senza tempo, ma non è pop, e non vorrebbe esserlo, ma in “Canzone delle domande consuete†insegna a molti musicanti di oggi come si cantano le parole in metrica, e come con esse si possa giocare.

Potremmo tranquillamente affermare che giovani ragazzine senza precisi gusti musicali e pubblico generico non “orientato†sono dei validi indicatori quando si tratta di studiare i precisi percorsi che artisti e loro manager fanno per ritagliarsi un target il più possibile vasto.

Non confondete questo mio discorso come un atteggiamento snobbistico o intellettualoide di chi condanna il genere pop prediligendo produzioni più colte o culturali: quello non sono io.

Ma mi interessa solo farvi capire come, anche quando scegliamo quale musica ascoltare, non siamo totalmente liberi. Basti pensare che la promozione di tantissimi artisti “famosi†si basa sulle stesse strategie di marketing utilizzate per vendere le merendine, i dentifrici o le automobili.

Solo che la musica è la forma più artistica e sublime di comunicazione verbale e sonora…per me.

Conosco gente che non ascolta musica che non sia in classifica per paura di non essere al passo con i tempi, o cool, o semplicemente uguale a tutti gli altri (suoi amici!). Che non tenta neppure di capire se oltre quella top ten esistano dei brani che potrebbero piacergli molto di più!

I media impongono la musica, spingono ripetutamente la musica, imprimono nei nostri cervelli accattivanti e intuitive linee melodiche, e non serve il parere di illustri psicologi per capire che dopo dieci, venti, trenta ascolti una canzone te la fai piacere. Tuttavia, sempre per onestà, tocca ribadire che alcune canzoni famose (ci gioco molto con il termine) sono anche davvero belle e artisticamente valide.

Ma allora se esistono degli artisti così bravi, perché non hanno passaggi radiofonici, e non vanno in tv e non sono conosciuti? Cari miei, la domanda non è intelligente, è una chiave di ragionamento ignorante (che ignora) caratteristica della mia amata nonna quando ride di me e dei miei dischi. Nell’automobile solo in due possono stare avanti, ma i tre dietro avranno pur la loro dignità di passeggeri?! Allo stesso modo lo spazio sui canali di comunicazione di massa è poco, e non tutti possono avere lo stessa fetta, ed è qui che entra in gioco per l’ascoltatore la propria indipendenza nella scelta: scegli in seguito ad una ricerca o ascolti passivamente ciò che ti porgono “con il cucchiaino?â€

Eh si, “…notizia è l’anagramma del mio nome…â€, un bel gioco di parole. Cose del genere i rapper, ad esempio, le chiamano “punch linesâ€, e ne fanno decine in ogni brano, e ne fanno di molto più geniali. Certo, resta il fatto che il rap è un genere musicale che, se pur diffuso in ogni angolo del pianeta come linguaggio universale, non rappresenta un nostro patrimonio culturale, ma lasciate che vi illustri…

Vi riporto ad esempio dei passaggi di “Sotto la Cinturaâ€, un album del gruppo rap torinese One Mic:

“…vivo i drammi degli anni, e scopro che i sogni sono come i vetri ti ci rivedi anche se sono infranti …â€;

“…ogni minuto che passa lascia sessanta secondi e un solo primo vivo…â€;

“…ho la linea della vita sulla mano ma non placo un dubbio, è sul mio palmo ma non significa che ce l’ho in pugno…â€;

“…è tardi anche per Ferro per chiedere perdono, assaporo la mia adolescenza, andar di passo con la potenza, non ho rivali alla mia altezza neanche se mi clono…â€.

3Altrettanto elaborati sono i giochi di parole di Mistaman, un altro talentuoso artista che recentemente ha pubblicato “Anni senza fineâ€, il suo terzo album:

“…ricorda attento mangio rappers, sputo le catene e i denti d’oro e mi ci pago le bollette, vegetariano ma ti sbrano uguale, perchè prima di farlo ti riduco a un vegetale…â€.

 

Gentili lettori e fruitori di musica, so benissimo che i gusti sono gusti, e che non sta a me sentenziare su ciò che esce dai vostri telefonini cellulari o dai vostri i-pod (prediligete sempre gli hi-fi, non uccidete la musica!!), ma vi assicuro che dietro 50 facce popolari e visibili, ce ne stanno almeno il triplo che suonano e producono, qualcuno dice underground, qualcuno generi di nicchia, e anche se non ne avete mai sentito parlare, non abbiate timore di scoprirli e di sondare in libertà il vostro gusto. Sono sicuro che se fosse così tanti pagliacci non avrebbero lunga vita in radio e in tv, cantando in playback e intonando la voce con i computers!!

E non mi riferisco a Tiziano Ferro, al quale auguro grande fama.

Alla prossima.

Nicola Casile

Condividi questo articolo: Google Bookmarks Facebook FriendFeed Ping.fm Twitter Identi.ca Segnalo Technorati Digg Reddit del.icio.us Wikio IT LinkedIn Slashdot

Tag: ferro, guccini, hip, hop, liriche, pop, rap, tiziano

Articoli correlati


Vai alla Fonte
 
Iscrivi il tuo sito o blog nella nostra Directory e diffondi i tuoi articoli segnalando il tuo Feed Rss.
Anche il tuo sito o blog può diventare una fonte di Reggio Calabria Notizie che aggrega i contenuti dai migliori Siti Reggini
Dai più visibilità al tuo sito, al tuo Blog, alla tua Pagina personale
Per saperne di più, non esitare a contattarci
Informativa sulla privacy
Powered by Taolos Web Agency PI:03100660830 | Seo & Optimization by Joomla Blog | User Generated content - Ugc ReggioCalabriaNotizie.it