BOVALINO (RC) - Mediante una lettera indirizzata al Sindaco di Bovalino (Tommaso Mittiga), il Movimento politico-culturale NOVA BOVALINO torna sul problema legato al fenomeno dell’abbandono dell’amianto (già denunciato alle autorità preposte con esposto del 10.08.2010), proponendo una serie di suggerimenti diretti alla regolamentazione del problema. Di seguito riportiamo il contenuto integrale della lettera.
"Gentile Sindaco,
non è più ammissibile rinviare incisive azioni dirette a contrastare il fenomeno dell’abbandono di amianto (lastre e canne fumarie di eternit) in prossimità dei cassonetti dell’immondizia, in molte aree pubbliche e private ormai versanti in condizioni di degrado, nonché sui greti di torrenti e fiumare, come abbiamo già denunciato alle autorità preposte con esposto del 10.08.2010.
E’ scientificamente provato, che l’eternit è nocivo per la salute dell'uomo, considerata la capacità dei materiali di amianto di rilasciare fibre potenzialmente inalabili. L'esposizione a tali fibre è causa di patologie gravi ed irreversibili prevalentemente dell'apparato respiratorio e delle membrane sierose. Si rende, pertanto, necessaria anche per il nostro Comune l’adozione, nel suo piccolo, di un piano di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto. E’ inconfutabile che l’amianto nel nostro territorio comunale è stato particolarmente usato per la realizzazione di coperture di abitazioni e capannoni industriali, nonché per le canne fumarie e per le cisterne di raccolta dell’acqua. Per questo motivo il piano comunale dovrebbe prevedere la rilevazione sistematica delle situazioni di pericolo, ad esempio censendo le superfici dove è stato utilizzato l’amianto, procedendo alla mappatura di tutte le abitazioni ed i capannoni con il tetto e le canne fumarie in eternit, al fine di evitare che i proprietari possano smaltire detti materiali pericolosi attraverso procedure illegali quale il semplice abbandono nei cassonetti dei rifiuti o in discariche non autorizzate. Eseguita la mappatura, con un controllo annuale, il fenomeno dello smaltimento illegale di eternit può essere fattivamente combattuto.
Questo perché, laddove i tetti o le canne fumarie in eternit vengano sostituiti, il proprietario è obbligato a documentare (attraverso il certificato di restituzione del luogo bonificato contenente amianto rilasciato dall’ASL competente) che le operazioni di rimozione, incapsulamento o confinamento sono state eseguite da ditte certificate e lo smaltimento è avvenuto in discarica autorizzata, pena l’applicazione delle severe sanzioni di legge. Questo deterrente è l’unico praticabile per contrastare il citato fenomeno illecito, ed è quello legislativamente previsto. Invero, la mappatura del territorio doveva già essere stata eseguita da altre istituzioni (Regione Calabria, Arpacal, ASL ecc.) e quanto noi segnaliamo è oggetto di provvedimento legislativo, visto che già in data 9 maggio 2003, con Decreto del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio n.101 del 18 marzo 2003, è stato adottato il Regolamento per la realizzazione di una mappatura delle zone del territorio nazionale tuttora interessate dalla presenza di amianto, ai sensi dell’articolo 20 della Legge 23 marzo 2001, n.93.
Considerato che nel caso di abbandono di rifiuti l’art. 191 del D.Lgs. 152/2006 impone l’obbligo per il Sindaco di intervenire senza ritardo per la rimozione, l’avvio a smaltimento dei rifiuti ed il ripristino dello stato dei luoghi anche quando i responsabili dell’abbandono non siano noti o immediatamente identificabili, per il bene del paese, per perseguire i responsabile di un grave reato ambientale e per non aggravare ulteriormente il bilancio comunale, la mappatura dei siti a rischio è un’opera che l’Ente può e deve effettuare nel proprio esclusivo interesse e senza ulteriori esitazioni. Una volta effettuato il censimento delle coperture in eternit presenti sul territorio comunale, si dovrebbero rendere edotti i vari proprietari delle agevolazioni pubbliche esistenti per lo smaltimento dell’amianto e, dove le casse comunali lo permettano, prevedere anche un apposito contributo comunale per i cittadini e le imprese che intendono smaltire le medesime coperture. Sarebbe appropriato, inoltre, informare i cittadini interessati della conveniente opportunità di sostituire i tetti in eternit con l’installazione di impianti fotovoltaici con i quali accedere al nuovo conto energia, ripagando totalmente la spesa per il nuovo tetto ed, in più, evitando, per il futuro, la spesa per l’energia elettrica. Fiduciosi in un Vostro puntuale intervento diretto alla soluzione del problema, magari accogliendo i nostri suggerimenti, se condivisi, in attesa di riscontro, porgiamo distinti saluti".

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