La Puglia è ormai da tempo uno dei cuori pulsanti del nostro paese non solo per quanto riguarda le cronache politiche ma anche, e soprattutto, per i successi e l’innovazione introdotta in tantissimi campi della sua vita economica, sociale e ludica.
Nell’operare un’analisi non dettagliata ma comunque ragionata dell’attuale realtà pugliese e salentina in particolare, il parametro del pilu, come ci insegna un gran politico di vecchio corso ma sempre attuale, può essere molto utile.
Nel caso particolare, mi riferirò alla penisola salentina, ovvero l’estremità più a sud della regione Puglia che si estende dai confini della provincia di Brindisi fino all’estrema punta del tacco d’Italia, Santa Maria di Leuca comprendendo tutta la provincia di Lecce.
In un’analisi del sud visto da sud (molto più a sud…) non mancherà qualche paragone con la realtà provinciale e cittadina reggina.
U pilu, appunto. Il Salento ne è pieno, pienissimo. Ma vi prego cari lettori non fermatevi a giudicare questa espressione in maniera superficiale, vi chiedo di seguirmi in questo mio breve ragionamento vacanziero.
Per esserci valanghe di pilu, questo ci deve arrivare, in Salento. E allora percorrendo le strade che portano in questo nuovo “paradiso” italiano ci si rende conto che per numerosi pulmini, furgoni e automobili interamente carichi di donne non c’è nessuna difficoltà a raggiungere le mete più importanti come i paesini più sperduti. Indicazioni precise e puntuali indicano ad ogni latitudine e in ogni strada tutti i percorsi possibili. Non c’è bisogno di arrivare fino allo svincolo che ci interessa per leggere il nome del paese nel quale ci si sta dirigendo, tu guidatrice/ore verrai informato molto prima così da poterti preparare ad uscire dalla strada principale o confrontare il percorso se magari preferisci percorrere un’autostrada o una strada litoranea più lunga forse ma anche più “turistica”.
Al contrario, per esempio, della strada di collegamento della SS106 con l’A3 all’altezza di Sibari dove i cartelli con l’indicazione Reggio Calabria sono semi cancellati con del nastro isolante nero e dai quali non si capisce assolutamente quale direzione bisogna prendere. In Salento arrivi dappertutto in una mezz’oretta (max un’ora di viaggio per raggiungere i punti estremi della provincia) senza consultare aggeggi elettronici parlanti o complesse cartine stradali. Basta sapere verso quale direzione andare e l’informazione stradale farà il resto. E u pilu sa dove deve andare. Con lui frotte di veicoli ricolmi di virilità maschile, si muovono e sguazzano in un territorio principalmente pianeggiante facile da percorrere e attraversare in lungo e in largo.
A questo punto le esigenze delle nostre amiche turiste si biforcano. Oltre a poter andare, occorre sapere dove alloggiare ed è altrettanto importante sapere cosa fare per passare il tempo nel modo che più si preferisce.
Ed è così che camionate (letteralmente!) di pilu hanno l’imbarazzo della scelta nel decidere i luoghi in cui poggiare le leggiadre chiappe per il necessario riposo e rifocillamento giornaliero. Uffici turistici in ogni paese o cittadina, materiali informativi presenti un po’ ovunque offrono alle nostre amate viaggiatrici estive l’imbarazzo della scelta sull’alloggio. Campeggi attrezzati ed economici pullulano per tutto il territorio salentino così come B&B, affittacamere o affitta appartamenti. Villaggi e hotel sono in ogni angolo ed è sempre facile trovarli. Addirittura data la numerosa quantità di posti letto è anche possibile confrontarne prezzi e servizi direttamente sul posto, spostandosi da uno all’altro alla ricerca di quello che offre le condizioni migliori e decidere, dunque, di conseguenza. Questo modo di rintracciare il proprio sollazzo inevitabilmente favorisce anche i rapporti sociali con sconosciuti e operatori del luogo visto che spesso non si ha una meta predefinita dall’agenzia di viaggio della città di provenienza. Andare in giro, spostarsi, chiedere, porta a confrontarsi e conoscere posti e persone di cui non si era neanche immaginato e di cui ci si potrebbe invaghire influenzando il proprio “processo vacanziero” in maniera situazionale e totalmente casuale favorendo quel meccanismo della scoperta che tantissimi giovani amano e che in Salento trova effettivamente terreno assai fertile.
In alternativa all’alloggio ufficiale è anche possibile seguire le infinite feste e festival più o meno clandestini che si svolgono in giro per spiagge e pinete nascoste. Come mi ha spiegato un’indigena, molti giovani salentini frequentano queste feste per poi dormire in quel luogo stesso – sia esso una spiaggia, una scogliera o una pineta poco importa – svegliarsi la mattina seguente, sollazzarsi sotto il sole o all’ombra e poi intraprendere nuove avventure festaiole in altri luoghi di questa splendida provincia. E’ chiaro che insieme ai salentini si trovano altrettanti forestieri amici degli autoctoni o turisti per caso o per volontà. Tra questi, inutile dirlo, pilu a valanga.
continua…
Alessio Neri
Condividi questo articolo:
Tag: lecce, pasolini, pilu, puglia, salento, santa maria leuca, turismo



Twitter
Digg
Del.icio.us
Reddit
TechNotizie
Tuttoblog
Fai
SegnaloItalia
Facebook
Wikio
Diggita
Notizieflash
OKnotizie
Segnalo