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PLATI’ (RC) – Il 25 novembre 2009 i Carabinieri della compagnia di Locri, del nucleo investigativo del gruppo di Locri e dello squadrone eliportato “Cacciatori di Calabria” del G.O.C. di Vibo Valentia, nel corso di una mirata attività di ricerca, coordinata dal procuratore aggiunto della D.D.A. di Reggio Calabria, dott. Nicola Gratteri, e sviluppata a seguito di prolungati servizi finalizzati alla cattura del trentacinquenne latitante di Platì, Trimboli Saverio, ricercato ininterrottamente dal marzo 1994 ed inserito nello speciale elenco del 100 latitanti più pericolosi, rinvenivano, abilmente occultato sotto il pavimento in marmo della camera da letto della villa del fratello del latitante, un bunker ad apertura basculante dalle dimensione di 3,80x2,90 mt, contenente numeroso materiale di estremo interesse investigativo, tra cui binocoli di precisione, visori notturni, telefoni cellullari, uno scanner ricetrasmittente sintonizzato sulle frequenze delle forze dell’ordine, un g.p.s., un telemetro laser, torce elettriche, giubbetti antiproiettile, nonché capi d’abbigliamento e sacchi a pelo per la lunga permanenza in ambiente montano.Nel corso della perquisizione alla villa veniva rinvenuto e posto sotto sequestro un complesso sistema di videosorveglianza a circuito chiuso, cablato con tutti i televisori presenti nello stabile.A conclusione dell’attività veniva altresì deferita in stato di libertà all’A.G. di Locri una parente del latitante P.R., trentaseienne di Platì poiché ritenuta responsabile di furto di energia elettrica (artt.624-625 c.p.). I Carabinieri accertavano, a seguito di specifico sopralluogo effettuato unitamente personale Enel, che la donna aveva creato un collegamento abusivo dalla villa alla linea elettrica pubblica, che bypassava il contatore elettrico.

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