A volte leggere fa male. Non nel senso cervantiano, ovvero l'atto del leggere come mallevadore di follia, ma nel senso più banale e quotidiano di una lettura cattiva che non si sarebbe dovuta fare.
È il caso del libro del sen. Domenico Nania, Koinè Nuove Edizioni, "Il testamento biologico. La terza via".

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